Tra mobili antichi, pezzi di arredo più o meno unici, fumetti ed abiti vintage quell'imponente tela inneggiante a Benito Mussolini ed al fascismo non era passata inosservata. E, inevitabilmente, diversi frequentatori del mercatino delle pulci di Buccinasco, popoloso paese alle porte di Milano, dopo averlo fotografato e postato sui social, lo hanno segnalato ai vigili. Così, il sindaco Rino Pruiti ha chiesto agli organizzatori dell'evento di non sottovalutare l'episodio e di prendere opportuno i provvedimenti.

Pulci e non solo

Ogni seconda domenica del mese, via Roma - nei pressi del Municipio di Buccinasco - si riempie delle colorate bancarelle del mercatino delle pulci "Pulci...

e non solo!" e del sempre più frequentato mercato contadino a chilometro zero. Tra le bancarelle, domenica scorso, però è apparso un quadro decisamente particolare: un ritratto - dalle dimensioni piuttosto imponenti - di Benito Mussolini. Sul vetro, inoltre, c'erano anche due messaggi, scritti su dei foglietti di carta che recitavano: "E' l'ora che torni!" e "Numero uno".

Diverse persone, passeggiando tra i banchi e notando l'opera, sono rimaste allibite o quantomeno stupite. Alcuni cittadini e visitatori, tra cui Yuri Pertichini, increduli, hanno avvertito i vigili e hanno pubblicato l'immagine su diversi social network per denunciare l'episodio.

Nel giro di poche ore, la protesta si è concretizzata ed il sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti (Pd), in seguito alle segnalazioni ricevute, ha deciso di "andare in fondo" alla faccenda e ha domandato agli organizzatori della manifestazione di intervenire in maniera esemplare.

La sospensione

Dopo le verifiche del caso, gli organizzatori, hanno deciso di prendere seri provvedimenti e hanno sospeso per due mesi l'ambulante che ha esposto il quadro raffigurante "il Duce".

Anche il sindaco Pruiti partecipa con un gazebo tutto suo al mercatino delle pulci: per lui è un'occasione per incontrare i cittadini, per confrontarsi con loro e per ascoltare le loro richieste. Riferendosi anche a quanto accaduto domenica scorsa ha spiegato: "Diamo spazio ai diversi venditori gratuitamente, ma ovviamente è necessario rispettare delle regole". Poi ha aggiunto: "Anch'io passando davanti al banchetto ho notato la tela di Mussolini con tanto di vaso di fiori: sono rimasto basito!" Poi ha concluso: "Quei messaggi erano inequivocabili e noi non possiamo tollerare alcuna forma di apologia del fascismo".

Ricordiamo che l'apologia del fascismo, per il nostro ordinamento giuridico, è un reato ed è disciplinato dall'art. 4 della legge Scelba (legge 20 giugno 1952, n. 645) attuativa della XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione.