Le previsioni 2013 per il mercato auto si tingono di nero anche in virtu' del no del governo ad un programma di sostegni fiscali. Un mercato che in Italia è tornato ai livelli di immatricolazioni degli anni ‘70 e che ha visto crollare del 60 per cento le vendite di autoveicoli commerciali nel giro di 5 anni.  Piazza affari si aspettava una decisione del genere da parte delle istituzioni  e i titoli delle case automobilistiche non ha subito forti scossoni.

I players  del settore speravano fino all’ultimo in un sostegno finanziario e fiscale per recuperare l'enorme gap che si sta accumulando.

L'Italia, tra i grandi in Europa, è  il mercato che soffrirà di più nel 2013 secondo le previsioni stilate da Anfia, l'associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica. Il mercato tedesco dovrebbe mantenere i livelli del 2012, quello francese dovrebbe registrare una flessione all'incirca dell' 8 per cento e quello inglese del doppio.

Il mercato dei veicoli commerciali, in Italia, presenta un andamento delle vendite in picchiata e che continuerà  nell'anno venturo a dimostrazione che tante piccole imprese, fondamentali nel nostro sistema produttivo, stanno soffrendo e non prevedono investimenti.

Il mercato delle auto si trova dinnanzi ad un bivio: o scegliere di investire su nuove tecnologie rispettose dell’ambiente e far sì che le auto ibride/elettriche diventino prodotto di massa o giocare ancora una partita su scala mondiale che alterna mercati saturi con vendite vicine allo zero e mercati emergenti che non conoscono crisi; in mezzo la forza lavoro e l’indotto che crea milioni di posti di lavoro e che i governi non possono non considerare.

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