Le indagini in corso all'interno del Gruppo Volkswagen stanno mettendo nei guai due stretti collaboratori dell'ex CEO del Gruppo, Martin Winterkorn. Si tratta di Wolfgang Hatz, ideatore dei motori da corsa della Porsche (hanno vinto a Le Mans) e di Ulrich Hackenberg, capo del team degli ingegneri di Audi. I due, considerati in campo automobilistico tra gli ingegneri più brillanti di Germania, sono accusati di avere tenuto nascosto il reale valore delle emissioni di CO2 dei motori TDI Euro 5 di cilindrata 1200, 1600 e 2000.

Si tratta di tecnici fondamentali per il gruppo: Hackenberg, in particolare, oltre ad essere l’ideatore della A4 e della A6, è il 'padre' della piattaforma modulare Mqb, il pianale su cui verranno prodotti oltre 40 modelli del gruppo Volkswagen entro il 2017. La notizia è riportata dal Wall Street Journal e dall’agenzia Dow Jones.

Responsabili o capri espiatori?

Ancora non ci sono commenti da parte degli interessati.

I due ingegneri (promossi a responsabili R & S di Volkswagen nel 2007, poco dopo la nomina di Martin Winterkorn a presidente del consiglio di gestione) erano il pilastro della strategia tracciata dal nuovo CEO: le previsioni in Asia non erano favorevoli (gli analisti si attendevano un progressivo rallentamento dell'economia cinese) e Winterkorn guardava al mercato più vicino a riprendersi, dopo la crisi:quello nordamericano.

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Ambiente

Tutti conoscevano la severità dei controlli e dei limiti ambientali USA, ma in fabbrica erano tutti confidenti nella propria tecnologia. Quel particolare mercato è da sempre votato ai motori a benzina (complice il basso costo del carburante): per potere raggiungere il successo di vendite (l'obiettivo era quello di diventare il primo costruttore mondiale), occorreva fornire motori puliti, prestanti e dal consumo pari alla metà di quello dei più diffusi motori di produzione americana.

Il fiore all'occhiello tecnologico di Volkswagen era il TDI che, nella sua versione 'matura' si era liberato dell'originario iniettore-pompa (fonte di gravi problemi di affidabilità) ed aveva adottato il common rail (di invenzione italiana ed industrializzazione Bosch). Non solo: Audi aveva vinto a Le Mans, per la prima volta nella storia della '24 ore', con un motore diesel.

USA a gasolio

Il momento era favorevole per 'dieselizzare' gli Stati Uniti.

Con piani commerciali così ambiziosi, le aspettative sul TDI erano immense e ciò potrebbe avere indotto il reparto di Hackenberg e Hatz a recuperare eventuali ritardi o problemi tecnici, non tanto risolvendo definitivamente le criticità emerse ma decidendo di programmare informaticamente i motori stessi a 'mentire', durante eventuali controlli sulle emissioni. Per sei anni il trucco ha sicuramente funzionato.

Alle prime avvisaglie dello scandalo, del resto, Winterkorn aveva dichiarato di non essere al corrente dell'accaduto. Suonerebbe strano, ma potrebbe anche essere vero. Una indiretta conferma di tale ipotesi deriva dal fatto che le indagini riguardano anche Heinz-Jacob Neusser, responsabile dello sviluppo del brand Volkswagen, passato da Porsche a Volkswagen nel 2011.

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