La settimana che volge alla conclusione è stata quella in cui si è assistito a scene d'esultanza per l'approvazione del tanto atteso maxi decreto. Quello che manda in vigore sia Quota 100 per anticipare l'uscita dal lavoro attraverso una misura opzionale, ma anche e soprattutto il reddito di cittadinanza. Non tutti sanno che la platea dei beneficiari, tra i requisiti che dovrà dimostrare di avere, avrà l'onere di valutare se potersi considerare avente diritto sulla base dell'autoveicolo o del motoveicolo che si possiede. E c'è da giurare che, considerato anche il precedente dibattito sull'ecotassa, anche stavolta non mancheranno le polemiche.

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Legge generica

Come per qualsiasi altro parametro che viene valutato per il reddito di cittadinanza non si andranno a valutare i beni di un singolo, ma quelli dell'intero nucleo familiare. In tal senso non farà eccezione l'aspetto riguardante il motoveicolo o l'autoveicolo di ciascuna famiglia. Nel documento che funge da regolamento per la nuova misura disposta dal governo c'è una parte che fa storcere il naso, poiché pone in oggetto una divisione forse anacronistica del mondo di auto e moto.

Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico
Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

"Nessun componente il nucleo familiare - si legge - deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta, ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti". Non si fa infatti riferimento in alcun modo a una divisione più fine della tipologia di autovetture, tenuto conto che ormai una grossa cilindrata non fa più rima con auto di lusso e viceversa.

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Il caso sollevato da Il Giornale

In tal senso è piuttosto esemplificativo il caso che viene posto da Il Giornale che accende la polemica sulla questione. L'esempio che viene fatto è piuttosto concreto. Chi possiede una Bmw Cabrio che costa 37.000 euro con la motorizzazione da 1500 cc di cilindrata potrebbe andare in giro con la cabriolet di lusso e, tecnicamente, poter far parte della platea beneficiaria del reddito di cittadinanza.

Mentre resterebbe tagliato fuori chi possiede un'ibrida da 28.000 euro come la Toyota Prius o una Fiat 500X con 2.0 di cilindrata.

Le polemiche sono già accese anche perchè non è la prima volta che i provvedimenti del governo scatenano discussioni relative al mondo dei motori.

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