Il 2019 sarà l'anno in cui il governo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle proverà a mettere in atto le misure contenute nella discussa manovra finanziaria. Tra quelle più attese c'è sicuramente il reddito di cittadinanza, un autentico dogma per i pentastellati che si sono battuti con le unghie e con i denti affinché potesse essere messo in atto al più presto possibile a partire dall'insediamento al governo.

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Indipendentemente dagli aspetti economici, c'è una diatriba abbastanza accesa nella definizione della misura: assistenzialista o finalizzata alla crescita economica? Sono tante le correnti di pensiero. Quella, ad esempio, del noto giornalista Alan Friedman, esperto di economia, è particolarmente critica. Ne he parlato da ospite de La 7.

Friedman contro la manovra

Il giornalista statunitense si allinea all'idea delle opposizioni secondo cui la scelta di andare in deficit per finanziare le misure scelte dal governo gialloverde è destinata a non essere una strategia vincente.

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Il riferimento va, naturalmente, a Quota 100 e al reddito di cittadinanza. "Queste - rivela - sono politiche economiche poco efficaci, recessive", A ciò si aggiunge una previsione quasi apocalittica per quelli che saranno gli scenari con cui ci si confronterà alla fine del'anno in corso. "Finiremo - evidenzia - il 2019 con un debito pubblico più elevato, pressione fiscale indirettamente aumentata, clausole Iva a rischio per il futuro ed un'Italia in stagnazione. Nel migliore scenario politico l'Italia sarà in galleggiamento".

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Friedman contro il reddito di cittadinanza

A far salire, però, la temperatura in studio, in particolare nello scontro dialettico con l'esponente grillino Sodano, è una considerazione piuttosto dura nei confronti del reddito di cittadinanza e dei suoi destinatari. "Nell'economia la cosa da fare sarebbero più investimenti pubblici, non una manovra con tanto deficit dando soldi ai furbacchioni del mezzogiorno che lavorano in nero e beccheranno due stipendi illegalmente".

"Si vergogni a dire una cosa del genere" tuona Sodano. "Ma - corregge il tiro Friedman - anche al nord, è uno scambio di voto colossale tra un partito politico e il suo elettorato". A quel punto interviene la conduttrice de L'Aria che tira che sottolinea come, essendo una meridionale, non può essere d'accordo con quella considerazione iniziale, evidenziando come i furbacchioni, eventualmente, non sono solo al sud.

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