Striscia la Notizia, il fortunato programma di Antonio Ricci, ha mandato in onda, autore Luca Abete, un servizio shock sulla scuola pubblica a Napoli. In pratica, a telecamera nascosta, si è scoperto che, in alcune scuole pubbliche, ai genitori si chiede un contributo, apparentemente volontario, per l'iscrizione dei ragazzi. In realtà, il contributo servirebbe non all'iscrizione alla scuolapubblica, bensì per l'erogazione di una serie di servizi aggiuntivi, tra cui la partecipazione a visite guidate ed altre attività scolastiche. La rivelazione shock viene fatta da alcuni addetti alle iscrizioni scolastiche che avrebbero giustificato il contributo dicendo che il genitore può scegliere liberamente di non pagare ma poi a farne le spese sarà l'alunno, escluso da ogni iniziativa promossa dall'istituto.

Un genitore, durante il servizio di Striscia, in modo provocatorio chiede se i soldi non servano all'acquisto di carta igienica. L'addetto risponde che dovrebbe chiederlo al bidello.

Quanto si paga per iscriversi alla scuola pubblica

La somma chiesta a Napolicome contributo varia a seconda dellascuola. Si parte, almeno stando al servizio di Abete, da un minimo di trentacinque euro ad un massimo di ottanta. La cifra chiesta, qualunque essa sia, è corredata, da parte del personale scolastico, da una serie di giustificazioni in base alle quali né il comune né il ministero concederebbero fondi alle scuole pubbliche che si sentirebbero costrette a chiedere il contributo ai genitori per erogare uniformemente i servizi agli allievi.

Non si precisa a quali servizi si faccia riferimento; si accenna soltanto a possibili visite guidate o probabili iniziative da parte della scuola, Verrebbe da chiedersi se, in tal caso, venga meno il prezzo da pagare in caso di gite scolastiche, dato che si è già versato il contributo. Si auspica una maggiore tutela nei confronti di genitori ed alunni che dovrebbero essere esenti da qualsiasi tipo di pagamento, all'atto dell'iscrizione, in considerazione del fatto che trattasi di scuole pubbliche,