Nel 1764 Cesare Beccaria pubblica Dei Delitti e delle Pene, un pamphlet a proposito delle punizioni inflitte ai carcerati con un particolare focus sulla pena di morte. Da venerdì 28 al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a cremano (NA), si torna a parlare di carceri attraverso la voce di Pietro Ioia, un ex detenuto che denuncia i soprusi subiti e visti durante gli anni di reclusione. Ioia attualmente è il presidente dell'associazione ex detenuti di Poggioreale,associazione nata perché il carcere abbia un senso, perché sia una punizione per chi ha commesso reati ma anche una possibilità di redimersi e non essere costretti a tornare a delinquere: è noto che un ex detenuto abbia difficoltà maggiori nel reinserimento nel mondo del lavoro, e può trovarsi costretto a riprendere la strada della delinquenza perché l’unica che ancora lo accetta.

L’associazione si pone l’obiettivo di non trasformare il detenuto in relitto, aiutandolo a superare le difficoltà.

Sottozero, morte e rinascita di un uomo in gabbia, è la denuncia dei soprusi subiti durante gli anni di carcere da Pietro Ioia. Il testo nasce da un’idea di Ioia e di Antonio Mocciola, la regia di Vincenzo Borrelli offre un punto di vista deciso sulla questione delle carceri in generale e non solo dello specifico caso della “cella zero” del penitenziario di Poggioreale. Ioia punta il dito verso le istituzioni assenti o quanto meno non curanti della questione dei detenuti. Vincenzo Borrelli porta in scena una denuncia dai toni accesi, dove ogni dettaglio dello spettacolo è utile a rendere l’idea di quanto sia precaria la condizione delle carceri.

Le musiche incalzanti, le luci suffuse, le scenografia in continuo movimento vuole mostrare quanto le difficoltà affrontati dai detenuti non riducendo la questione alla sola storia di Ioia, ma racconta tutta la realtà che vi è intorno. Lo spettacolo racconta la vicenda specifica del carcere di Poggioreale, ma la stessa storia potrebbe accadere ovunque.

La cronaca mondiale è piena di casi riguardanti carcerati seviziati all’interno delle prigioni,basti pensare al notorio caso Cucchi. La denuncia di Ioia vuole dare luce a questioni volutamente insabbiate, per dare giustizia a chi come lui ha subito tremende angherie in carcere, ed impedire che altri detenuti ne subiscano.

A dare voce al personaggio di Ioia è Ivan Boragine, mentre lo stesso Ioia interpreterà quello che è stato il peggiore dei suoi aguzzini. Insieme ai due in scena Marina Billwiller che interpreta la moglie di Ioia, dando voce non solo al singolo personaggio ma alla situazione delle mogli di molti detenuti costrette a crescere i figli senza l’aiuto dei compagni, che ritroveranno poi all’uscita cambiati e straziati a causa delle angherie subite in cella. Personaggi essenziali a capire quanto sia difficile la vita dei detenuti sono quelli di Fusco (Diego Sommaripa), De Rosa (Antonio Tatarella), Izzo (Simone Somma) ed Auriemma (Ivan Improta), quest’ultimo preso maggiormente di mira dagli stessi compagni di cella perché omosessuale, dunque secondo il modus cogitandi dei detenuti debole e quindi da sottomettere.

Cristina Ammendola interpreta l’amante del carceriere detto “Fraulella”, interpretato come riportato sopra da Pietro Ioia, Vincenzo Borrelli parteciperà alla scena solo attraverso la voce.

Lo spettacolo coinvolge emotivamente il pubblico che non riesce a restare indifferente alle questioni che si svolgono sulla scena, è volto ad eliminare i tabù che talvolta la società impone a proposito di determinati argomenti. Sottozero apre la stagione del Centro Teatro Spazio, uno spazio piccolo ma portato avanti da trent'anni con grande amore e devozione dell’arte scenica, ma soprattutto con grande talento. Lo spettacolo avrà luogo a partire da venerdì 28/10 fino a domenica 13/11 (venerdì 28/10 ore 21, domenica 30 ore 18.30, venerdì 4/11 ore 21, domenica 6 ore 18.30, venerdì 11 e sabato 12 ore 21, domenica 13 novembre ore 18.30).

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