Mercoledì 19 luglio, a 25 anni dalla strage di Via d'Amelio, a Chiaiano, presso il "Fondo Rustico A. Lamberti", Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe Impastato, assassinato nel '78 dalla mafia, ha incontrato la cittadinanza. Il suo è stato un discorso appassionato e articolato in più punti. Ha parlato di Peppino, di Cinisi, di tutto ciò che con fatica si è costruito dopo la sua morte e del suo progetto editoriale "Oltre i cento passi", libro in cui fa il punto della situazione sulle mafie in Italia.

Peppino era un giornalista e attivista Italiano

Ha combattuto contro le attività illecite di Cosa Nostra, motivo per il quale fu assassinato. Con le sue dichiarazioni, col suo ridicolizzare i potenti mafiosi durante la trasmissione radiofonica "Onda Pazza A Mafiopoli", divenne un personaggio scomodo.

La sua era una denuncia che partiva dal basso, dalle proprie radici, infatti ricordiamo che la famiglia impastato era ben inserita nell'ambiente mafioso siciliano; basti pensare che il capomafia Cesare Manzella sposò una sorella di Luigi, padre di Giuseppe e Giovanni.

I beni confiscati devono dare emozioni

"Credo che la conoscenza del proprio territorio sia fondamentale, sia la base di tutto. Peppino difendeva il suo territorio dalla speculazione, dai traffici illeciti, ne difendeva la bellezza" cosi Giovanni Impastato inizia il suo discorso, parlando più volte di territorio e di bellezza, sottolineando quanto questi due concetti siano inscindibili tra loro se si parla di lotta contro le mafie.

"Bisogna insegnare alla gente cosa sia un paesaggio prima che venga distrutto, insegnare la bellezza del paesaggio prima che la mano della malavita ne risucchi l'essenza" continua Impastato, invitando tutti i cittadini a conoscere il proprio territorio per poter portare avanti un vero lavoro di denuncia. Con Giovanni era presente anche Elena della cooperativa "Libera-Mente", che ha raccontato della vita a Cinisi e del villaggio solidale "Fiori di Campo", nato appunto dalla riqualifica di un bene confiscato alla mafia.

La mente di questo evento è stata quella di Ciro Corona, fondatore e presidente di "(R)ESISTENZA" associazione di lotta alla illegalità e alla cultura camorristica. Corona ha sottolineato quanto l'unione, il non arrendersi, porta alla vincita di battaglie, proprio come è avvenuto con i terreni confiscati del "Fondo Rustico"; 14 ettari di vigneto e pescheto, che ora danno lavoro a ex detenuti, a chi cerca e ha la volontà di riscattarsi.

Hanno contribuito alla riuscita dell'evento numerose associazioni e cooperative, tra cui la cooperativa sociale "Al Di La Dei Sogni", l'associazione "NosRevolution" e l'associazione culturale "Gridas", con la presentazione di "Scampia Felix" film documentario sul carnevale di Scampia.