Dopo il terremoto del 25 gennaio scorso, appena ricevutol'allarme "precauzionale", gli abitanti dei comuni della Garfagnana si sonoriversati per le strade, senza panico, ma passando ore ed ore per strada,nella paura e nell'incertezza. Il terremoto per fortuna non c'è stato. Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli e L'INGV specificano che da parte loro non è c'è stato nessuncomunicato di evacuazione e non è partito nessun allarme, ma rendono giustiziaai sindaci che si sono comportati in maniera responsabile. Prevedere iterremoti è impossibile, "si possono, solo, formulare ipotesi su basistatistiche" dice L'INGV.

E' qui che si apre il dibattito su quanto accaduto inGarfagnana la notte tra il 30 e il 31 gennaio 2013.

Dopomesi e con le motivazioni della sentenza de L'Aquila ben chiare la feritabrucia ancora. Appareincomprensibile; crea un precedente. "Quale scienziato vorrà esprimere lapropria opinione sapendo di poter finire in carcere?" Dichiarò a riguado il prof. Gresta. Le domandesono, quindi, di rito. Allarme necessario? Precauzione eccessiva? Se fossimo,davvero, in grado di prevedere i terremotisarebbe più facile, certo, per ora possiamo solo affidarci alla prudenza e albuon senso.

Letta solo la condanna verrebbe da aggiungere: chi mai sipermetterebbe di esprimere un'opinione in merito a qualsiasi argomento, sapendodi poter finire in carcere?

Eppure quella sentenza non è certo dovuta allamancanza della previsione di quel drammatico evento. Non si pretende,certamente, che gli scienziati siano forniti di sfere di cristallo o poterisoprannaturali.

La colpevolezza e la conseguente condanna sono dovute allamancanza di professionalità; una professionalità che, invece, ci si aspetta dachi detiene ruoli così delicati. "Nel capo di imputazione, infatti, il pm noncontesta agli imputati -spiega nella sentenza il giudice - la mancata previsione del terremoto, la mancataevacuazione della città di L'Aquila o la mancata promulgazione di unostato di allarme, ma addebita agli imputati la violazione di specificiobblighi in tema di valutazione, previsione e prevenzione del rischiosismico disciplinati dalla vigente normativa."

Quindi se gli allarmismi di oggi sono dovuti a una sorta dipaura nei confronti di quella sentenza e delle probabili conseguenze, possiamosolo sperare che servano a salvare qualche vita e non a creare il catastroficoeffetto "al lupo, al lupo", augurandoci che in futuro la professionalità e lacompetenza di chi detiene ruoli così delicati siano affiancate da un elevatosenso del dovere.