Nonrassicura il quadro della situazione italiana. Deboli strutture economiche eorganizzazioni politiche e amministrative, sono fragili ponti di democrazia,impreparate a sostenere sforzi e peso dell'Italia da risanare. Una crisi è inatto con una regressione della politica a lungo insoluta.

Il Paese non trovamaturo, efficace, duraturo e ben definito assetto, che lo porti a riordinare sestesso moralmente, economicamente, nel rispetto ambientale e delle sue risorsein genere. Esiste un divario tra società civile, che vuole esprimersi megliocon più energia e vitalità, e la "società politica", con modi litigiosi escomposti d'esprimersi.

Le aspirazioni giovanili emergonoirruenti, si affermano con velocità e le risposte che chiedono sono lente. Storicheingiustizie non sono sanate, l'economia del paese è malferma, troppi soldisprecati mentre la stanca politica difende i suoi interessi e perpetuanell'atto di staccare ricchi bonus di privilegi. La speranza èoperosa realtà con l'impegno di tutti, governo, popolo, istituzioni, tesi inpratiche per crescita e sviluppo.

Vi è un malessereprofondo che impedisce di muoversi con fare coordinato, in una democrazia unitaed efficiente. Disordine, incertezza, inerzia, pessimismo,disoccupazione, confusione mentale e disinformazione danno l'insieme di diffusaimpotenza sociale e inabilità nel trattare problemi difficili da evitare.

L'economiasi auspica che sia più reale e umana, tocchi assieme col cuore il mattino cheavanza ed esprima passione dell'Italia che piace, ridestando speranza nelgoverno comune e fiducia in sé rinnovata. La collettività è indeficit di autostima, con poche riserve di valori e dignità, una nuova unitàd'Italia, per alcune forze politiche, va ricostruita civicamente e realizzatacon lungimiranza per non restare tremolanti, dubbiosi, doloranti e infermi perquanto investe il Paese e attraversa e svuota le "tasche".

È giuntoil momento di scrivere ciascuno nuovi discorsi di rinascita,le parole giuste per l'anima civica, di popolo orgoglioso,creativo, cristiano, generoso, che sa farsi ben volere in tutto il mondo.

Daicomizi in piazza c'è bisogno di recuperare noi stessi e ilterreno sul quale camminare con dignità. Al punto in cui ilPaese è una domanda, potrebbe sorgere spontanea: dov'era l'italiano mentre siconsumava la disfatta economica e il torpore deteriorava le coscienze civiche emorali "sprecando" il patrimonio mentale prodotto con fatica, impegno eingegno? Adesso tocca a ognuno e nessun escluso ricostruire ogni giorno unapolifonia di azioni efficaci per sottrarre spazio al brutto e offensivoche attanaglia l'Italia.

Un'Italiadisordinata non piace a nessuno e stona con le sue potenzialità e valori, conla propria ricchezza e l'azione ingegnosa del suo popolo. E'il momento di esplorare la giusta armonia tra svilupposociale, economico e progresso delle istituzioni agendo col senso civico e vivodell'unità, la promessa vibrante di affrontare giuste rinunce per tutti e conl'esigente richiesta al Parlamento che lavori con patriottismo. Ricercare lasemplicità e "l'estetica politica" vuole dire scavare a fondodella complessità e del perduto modello del bene comune e fare emergere lasemplicità della perfezione e del bello.