Dopo essere sopravvissuti al 21 Dicembre, data della presunta fine del mondo, secondo il calendario Maya con le dimissioni di Benedetto XVI dobbiamo combattere con una nuova predizione: la profezia di Malachia.

Questa profezia, ritenuta opera di San Malachia di Armagh avrebbe la pretesa di profetizzare non solo i nomi di 111 Papi ma anche la fine del mondo e il conseguente giudizio universale. Stando a quanto affermato dalla profezia, infatti, con l'ultimo Papa della serie si dovrebbe compiere la distruzione della città di Roma.

Ma come funziona questa profezia?

112 frasi in latino: ognuna, riferita ad un diverso Pontefice, ne indicherebbe alcune caratteristiche. 

Gloria Olivae è la frase che ha definito Benedetto XVI: l'ulivo è l'albero simbolo della Pasqua e la prima Pasqua del pontificato di Joseph Ratzinger cadde nel giorno del suo compleanno, il 16 Aprile.

Giovanni Paolo II era stato definito, invece, come De Labore solis: come la fatica del Sole fu il lavoro compiuto dal Papa polacco, ma non solo. La locuzione "de labore solis" si può tradurre anche con eclissi solare che a quanto pare avvenne sia nel giorno della nascita che dei funerali del più amato dei Papi. 

Il prossimo Papa, a sentire la profezia, sarà Petrus Romanus. Alcuni hanno voluto riconoscere in questa descrizione il Cardinale Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese.

Al pontificato di  Petrus Romanus, l'ultimo Papa,  si accompagna una profezia nemmeno troppo sibillina: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen"

Sicuramente le dimissioni di Benedetto XVI aggiungono un ulteriore velo di inquietudine a tutta la faccenda. Dopo il 28 Febbraio, ultimo giorno del Pontificato di Papa Ratzinger, si procederà alla convocazione del Conclave (che dovrebbe avvenire per la metà di Marzo) e all'elezione del nuovo Pontefice. Benedetto XVI non parteciperà al conclave e, dopo un primo periodo della residenza di Castel Gandolfo, si ritirerà nel monastero di clausura sul colle vaticano. 

Stando a quanto dice Malachia quella che ci accingiamo a vedere sarà l'ultima fumata bianca della storia della Chiesa (e non solo!).