Conflitti, cambiamento, coraggio per alcuni, paure per molti altri, sono gli elementi che anche quest'annopromettono all'orizzonte agitazioni di tante persone che protestano contro i governanti,la politica e altri attori potenti, rei e responsabili di una situazioneavvilente per il Paese. Aspettando improbabili e lenti accertamenti di responsabilitàpolitica, la crescente disuguaglianza, la povertàprofonda e l'assenza di leadership lungimirante a ogni livello dei governipassati matura e accresce l'insofferenza in ampie parti del tessuto sociale.
Indignazione, rabbia, manifestazioniinteriori ed esteriori fomentano una pressante richiesta di equilibratura e convergenza delleresponsabilità e della "democrazia" che ha perso il senso della legittimitàmorale e di consenso.
Le banche sono statesalvate ma non hanno salvato le imprese, i soldi sono (as)serviti per pagare ibonus ai manager e poco denaro è stato concesso in prestito per finanziare ideee progetti imprenditoriali. La crisi economica ha rivelato che il patto sociale tra i governanti e governati si èrotto, la politica sorda e indifferente di fronte alle preoccupazioni dellagente è rimasta focalizza e solo interessata a proteggere e proteggersi alpotere. Sullo sfondo, il fallimento nell'adempiere all'obbligo e mandato diassicurare la realizzazione dei diritti sociali ed economici ha dato modo allepersone di perdere la fiducia in chi ha trascurato l'accertamento delleresponsabilità, la giustizia e la promozione dell'uguaglianza retributiva.
I leader politici noncomprendono ancora la necessità di costruire e mantenere un sistema cheprotegga il popolo e chi non ha potere, garantisca legalità e controlli degliatti compiuti, rispetto degli standard sui procedimenti corretti, processi equie in tempi congrui, nell'attuare il migliore interesse dei cittadini. Creare unacomunità politica, che permetta atutti di avere un accesso alla partecipazione alla vita democratica con unforte sostegno istituzionale all'impegno della cittadinanza civile e una visionechiara per il futuro, è l'intento che va perseguito con coraggio e determinazionefin da subito per non perdere definitivamente il tempo vincente.
La "valutazione" èstrategica nelle politiche dello sviluppo sociale, educativo ed economico,necessaria per l'unità e per andare oltre il localismo e tracciare chiaramentei percorsi di responsabilità intrapresi nell'esercizio delle funzioni pubbliche,da rivelarsi a tutti i livelli.
Per costruire l'uguaglianza formale e sostanziale il Paese ha bisogno diindirizzarsi verso una nuova riscoperta culturale della gestione delle risorse,in contatto con gli interessi, le culture, i linguaggi e i modi aggiornati deltempo che si sta vivendo e perseguendo il solido sviluppo della cittadinanzaattiva. Valutare per valorizzare, riconoscere socialmente e presentaremoralmente il buon lavoro fatto a vantaggio delle nuove generazioni, è il pernocon il quale frantumare la partito-razzia.
La nuova e dirompente esigenza di dare forza e sostanza alla crescita e coesione sociale, va promossa conl'unità collettiva, lo sviluppo democratico di un pensiero collettivo e agireproattivo che assicuri un processo sociale forte verso il miglioramentocontinuo.
E' sentito il bisogno di verificare con costanza gli interventipubblici (politici e istituzionali) diretti e indiretti, non tralasciando dicontrollare le politiche, gli esiti e gli impatti sociali prodotti in terminiqualitativi e di benessere collettivo. Il dialogova protetto, ricercato, mantenuto e reso corretto e veritiero rispondendoperiodicamente alle questioni poste durante il mandato politico concesso.