Nonostante la crisi, continuano imperterrite le campagne pubblicitarie relative ai gratta e vinci. A seguito del primo calo delle vendite, subìto nel 2012, nello spot pubblicitario dello stesso anno (che tra l'altro è identico a quello di 5 anni prima) è "scomparsa" l' informazione “gioca senza esagerare”. Guardando attentamente lo spot inoltre, si può notare che le informazioni che ci devono essere per legge non solo vengono visualizzate per pochissimi attimi ma lo speaker cita solo la seconda:

  • giocare troppo può creare dipendenza;
  • il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Ammonta a 100 miliardi di euro la cifra spesa in scommesse di vario genere in Italia. Un dato preoccupante se messo a confronto con i numeri della crisi che colpisce l'Italia.

Si tratta di dati che non danno fiducia agli Italiani, che anzi, demoralizzati giocano ancora di più nella speranza che la dea bendata risolva i loro problemi sostituendosi al "governo inesistente".

Il Gratta e Vinci, chiamato anche lotteria istantanea, è un gioco d'azzardo gestito dalla Lottomatica per conto dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. La lotteria istantanea è stata introdotta in Italia il 21 febbraio 1994 dalla Legge Finanziaria '94 del governo Ciampi per sovvenzionare con 240 miliardi di lire (123.949.655,78 di euro) il cosiddetto piano salvalavoro del ministro Gino Giugni.

I primi tagliandi presero il nome di "La fontana della fortuna": più fontane di Trevi si trovavano, più alta era la vincita, da 2.000 (il prezzo di un tagliando) a 100 milioni di lire (da 1,03 a 51.645,69 euro). I premi "di consolazione" fino a 50 000 lire (25,82 euro) erano subito ritirabili presso il rivenditore.

Si garantiva che un biglietto su nove era vincente e per l'esordio ne furono distribuiti 40 milioni. Il primo premio venne vinto l'8 aprile 1994 in un bar di piazza Napoleone a Lucca da una colf di 35 anni.