Sarà Pierluigi Bersani il nuovo Presidente del Consiglio. Alle 17 andrà da Napolitano ad accettare un incarico con riserva: entro pochi giorni potrà scioglierla oppure rimettere l'incarico nelle mani del Presidente.

Dura la strada in ogni caso: Bersani difficilmente rifiuterà l'incarico ma ciò vorrà dire fare i conti con la ricerca di una fiducia che il Movimento 5 Stelle non sembra voler dare per far nascere il nuovo governo. Ecco che allora Bersani cercherà una trattativa con i montiani e cercherà di rubare qualche grillino dalla posizione ferma del suo movimento.

Non basterà promettere il supporto su alcuni punti programmatici: se il 5 Stelle voterà alcuni provvedimenti in comune con il centrosinistra (legge sul conflitto di interessi, sulla riduzione dei parlamentari, sull'abolizione del rimborso elettorale ai partiti) questo non potrà essere possibile senza prima avviare il nuovo governo con la fiducia.

Per quanto riguarda il centrodestra, si sa, mai Berlusconi e i suoi voteranno la fiducia ad un governo che intende fare la legge su conflitto di interessi.



La strada è dura, quindi, in ogni caso. Anche l'idea di far entrare nella compagine governativa nomi della società civile sembra abbastanza azzardata. Sembra molto più plausibile un consenso ricercato per la modifica della legge elettorale capace di creare meno problemi di quanti ne abbia creati il Porcellum (vedasi ciò che è venuto fuori dalle ultime elezioni) per un ritorno entro luglio alle urne.



Staremo a vedere e leggere questo romanzo chiamato Italia.