Davvero deludente la rosa di nomi tirata fuori dal PD riguardo lacandidatura del Presidente della Repubblica. I nomi che il primopartito italiano ha proposto, in risposta a quelli avanzati dal M5Sche vedrebbero Milena Gabanelli in testa, sarebbero quelli di AnnaFinocchiaro e di Franco Marini.

Inutile dire che la cosa ha deluso in molti. Vuoi perché l'exmagistrato e il neo-"trombato" di casa PD sono la perfettaespressione di quel modo di fare politica che il paese ha dimostratodi volersi lasciare alle spalle ma, soprattutto, perché ilcentro-sinistra continua ad essere cieco di fronte lo stato diparalisi che ha investito le principali istituzioni del paese.

Il no perentorio non è tardato ad arrivare anche dal membro dellostesso PD, Matteo Renzi, che ha definito "improponibili" idue nomi per la carica di Presidente della Repubblica.

Dure le repliche dei due candidati con la Finocchiaro, balzatasotto la luce dei riflettori dopo la pubblicazione della foto che lavede intenta a far spese all'Ikea con tanto di scorta a tirare ilcarrello, che dichiara di trovare inaccettabile l'essere attaccata daun esponente del suo stesso partito.

Ma Renzi non ripiega, colpevole a suo dire di aver espresso soloun'opinione personale e di essere vittima ingiusta di attacchi mossinei suoi confronti nella "lingua dell'insulto". Il sindacodi Firenze, di certo non nuovo a dichiarazioni non conformi allalinea di partito, ha però ribadito che, finché sarà possibile,continuerà a dare il suo contributo nel PD, non riuscendo però adallontanare quella paura di spaccatura che da tempo si annusanell'aria.

Per quanto possa essere condivisibile o meno la dichiarazione diRenzi è certo vero che l'elettorato di sinistra, e non solo, siaspettava e si aspetta tutt'ora che presto o tardi venga fuori unnome forte, importante. Che possa essere riconosciuto da tutti edeletto con la più ampia maggioranza possibile perché, nondimentichiamolo, al neo eletto Presidente della Repubblica spetteràil ruolo difficilissimo di far ripartire quella macchina Italia chedà sempre più l'impressione di non voler ripartire.