"Lacosa giusta", la manifestazione promossa da Sinistra Ecologia e Libertà(Sel) in piazza Santi Apostoli, a Roma, si è svolta lo scorso 11 maggio apartire dalle 14. In piazza si sono alternati momenti musicali, testimonianze,appelli di artisti, intellettuali e rappresentati delle associazioni. Poi lospazio alla politica a partire dall'intervento di Stefano Rodotà, candidato delmovimento Cinque stelle di Beppe Grillo al Quirinale.

"Per fare questa operazione diidentificazione delle cose giuste da mettere insieme – esordisce Rodotà - dobbiamoessere poco compiacenti con quella che è stata negli ultimi tempi la storiadella sinistra o meglio la storia dei tentativi della sinistra di tenere lascena pubblica".

Rodotà, acclamatissimo, sente il dovere di stemperareansie e aspettative: "Su di me c'è un investimento eccessivo ed è anche uninvestimento che può andare nella direzione sbagliata, la direzione di crearepartitini, la direzione frettolosa di convocare costituenti nella sinistra perle quali il tempo non è maturo e non è soprattutto matura la cultura politica".

Nel mezzo, la stoccata: "C'è un problema di ricostruzione culturale non di unpensiero unico della sinistra, ma certamente il pensiero di una sinistra cheriesca a fronteggiare i momenti difficili" … "la mia situazione non è facile, ioarrivo a questo appuntamento sulla scorta del lavoro che ho fatto, qui ci sonomolti che sono stati protagonisti del referendum sull'acqua, di quellostraordinario moto di popolo che ha portato due anni fa a far votare 27 milionidi persone.

Il 12 di giugno noi dovremo rivederci non per commemorare una data,ma per vedere quanto lavoro politico è stato fatto e continua a essere fatto perchéi risultati di quel referendum siano rispettati. Abbiamo rimosso il referendumdel 2006 quando 16 milioni di italiani dissero no alla riforma costituzionaledi Berlusconi che oggi si vuole riproporre sotto spoglie più o meno camuffate,questo è stato un grande successo della sinistra, di una sinistra non chiusa. Hoascoltato il senatore Berlusconi dire che non solo la riforma costituzionaledeve essere approvata, ma deve essere approvata con una maggioranza tale daimpedire che poi i cittadini con un referendum possano dire la loro…io faccioappello a tutte le forze di sinistra, e in queste includo il Partito Democratico,perché quando si arriverà al voto eventuale – che io mi auguro che non ci sia -sul pasticcio costituzionale, non si facciano complici di coloro i qualivogliono espropriare i cittadini del diritto di dire la loro".

Infine è ilmomento della commozione, quando Rodotà chiude così: "Io ho una storiaabbastanza lunga e sono abituato a capire le intemperanze, ma quando vedo chela mia persona serve a dividere la sinistra, questo non mi piace affatto…il vostrosostegno mi ha dato una legittimazione in più, nel senso che quando io in questigiorni ho detto qualcosa sono stato incredibilmente ascoltato, ma questo Rodotàè quello che voi avete inventato! Questo è quello che io posso spendere: l'investiturache mi avete dato, e la voglio spendere in tutte le direzioni".

Poco dopo le 17:00è il turno di Vendola che tira le fila del discorso: "Siamo nel cratere di unasconfitta storica, la politica deve saper indicare qual è la cosa giusta.

Siamoqui per costruire non la sinistra del rancore e della denuncia, ma per dire chela sinistra non può morire di berlusconismo e reagirà. Lacosa giusta è stata non accettare l'andreottismo come virtù nazionale…nonassuefarci ad un governo che gode della benedizione di Marcello Dell'Utri. Lacosa giusta è venire qui a imparare da tanti e da tante che non hanno latessera di Sinistra Ecologia e Libertà, perché se c'è una lezione che credodebba valere per sempre che abbiamo attinto da Antonio Gramsci è che la boriadi partito impedisce di essere strumento di liberazione nelle mani di tutti".