Con il Gran Premio d'Ungheria possiamo dire che si chiude la prima parte del mondiale di Formula Uno. E le cose non stanno andando granchè bene per la Ferrari di Fernando Alonso, costretto ad inseguire l'acerrimo rivale, vale a dire il tedesco Vettel, campione del mondo in carica con la sua Red Bull e grande favorito per conquistare l'ennesimo titolo della sua giovane carriera.

Anche in Ungheria la scuderia del cavallino rampante ha mostrato evidenti limiti. E non solo nelle prove, come del resto era avvenuto anche nelle gare precedenti. Alonso in gara spesso e volentieri ha fatto la differenza con la sua classe, ma a Budapest non è riuscito ad andare oltre il quinto posto, risultato che è da accogliere anche con il sorriso considerato il passo gara non certo esaltante della sua Ferrari.

E così a tagliare per primo il traguardo è stato Hamilton, al primo successo stagionale ed anche al primo successo in carriera con la sua nuova scuderia, la Mercedes. L'inglese ha dominato dall'inizio alla fine e il suo successo è stato senz'altro meritato. Alle sue spalle un coriaceo Raikkonen, che con la sua Lotus ha tenuto alle spalle Vettel, che ad ogni modo ha aumentato il suo vantaggio su Alonso, come detto arrivato quinto dietro anche a Webber.

E allora la Ferrari difficilmente potrà andare in vacanza con la testa libera da pensieri. C'è un mondiale ancora aperto, sì, ma da "giocarsi" con una macchina rinnovata, più competitiva sia in prova che in gara. Alonso ha le carte in regola per compiere una rimonta che avrebbe il sapore del miracolo, ma non c'è più tempo da perdere. La Ferrari deve assolutamente mettere al servizio dello spagnolo una vettura più performante, altrimenti potrà dire addio al titolo.