Come si può immaginare, le cause di separazione non sono mai gradevoli, soprattutto quando uno dei due coniugi subisce la violenza dell'altro.

Generalmente, l'abbandono unilaterale del tetto coniugale espone chi "scappa" alla responsabilità civile in sede di causa, soprattutto in presenza di figli, ma evidentemente dipende dalla gravità delle situazioni.

Una recente sentenza del tribunale di Ancona, che peraltro conferma la linea espressa dalla Cassazione, ha stabilito che se sussiste la giusta causa, il coniuge che si allontana è legittimato a farlo, a meno che il fatto non avvenga a seguito di un progressivo e preesistente deterioramento dei rapporti coniugali.

Nel caso specifico, una donna se n'era andata di casa denunciando il marito e chiedendo la separazione, ritenendosi vittima di crescenti soprusi, fisici e psicologici.

Il Tribunale ha avuto modo di accertare che le violenze di ogni tipo subite dalla donna erano unicamente dovute alla condotta dell'uomo, il cui atteggiamento era peggiorato a seguito della perdita del lavoro e all'utilizzo eccessivo di sostanze alcooliche.

Le testimonianze dei figli, dei vicini di casa e le verifiche delle forze dell'ordine, più volte chiamate a intervenire, hanno fornito le prove necessarie e sufficienti.

Il giudice infine ha disposto l'affidamento esclusivo dei figli alla madre, pur non essendo addebitabili all'uomo atti contrari alla paternità nei confronti dei figli, in considerazione dei gravi e ripetuti atteggiamenti aggressivi, tali da evidenziare "inidoneità educativa e carenze nella capacità genitoriale che sconsigliano l'affidamento condiviso del minore".

Insomma, l'amore dei figli non deve indurre le donne a sopportare la violenza del marito: anzi, si potrebbe dire che, proprio per amore dei figli (e di se stessi), bisogna avere il coraggio di denunciare.