Laura Prati, 49 anni, primo sindaco donna di Cardano Al Campo, era stata eletta nel 2012, sposata e madre di due figli, era impegnata da anni nella politica, nell'associazionismo e nei sindacati, in passato, era stata pure vice sindaco e assessore alla Cultura nel paese di 14 mila abitanti, e, consigliere provinciale dei Ds e del Pd, portando avanti diverse iniziative per i diritti delle donne.

Ferita a morte da un vigile per una ritorsione, quando l'ospedale di Circolo di Varese ha confermato la morte del sindaco di Cardano, i familiari hanno deciso di donare gli organi, come aveva chiesto il sindaco.

La donna era stata colpita con una pistola il due luglio da un vigile per un gesto di rabbia dovuto alla sospensione dal servizio per una brutta storia di truffe e disservizi, dopo una lunga agonia, è stata dichiarata deceduta il 23 luglio.

La mattina del 2 luglio l'uomo è entrato nella sede del Comune, e, ha sparato almeno tre colpi di pistola contro il sindaco e contro il vicesindaco e assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici, colpito alla testa. Da circa tre anni il vigile lavorava nell'ufficio Tecnico, occupandosi di ecologia: era stato sospeso a causa di una truffa avvenuta fra 2004 e 2005, quando fu scoperto che alcuni dipendenti comunali timbravano il cartellino al posto di altri che in realtà non erano al lavoro.

I funerali del sindaco, si sono tenuti il 26 luglio e il cordoglio sentito e visibile dei suoi concittadini e lo sgomento, senza divisioni di parti, era unanime a quello del mondo politico ogni tanto uniti ma in un'occasione così triste. La disperazione dei sindaci italiani si sente, Piero Fassino, sindaco di Torino e rappresentante dei primi cittadini d'Italia (Anci) l'ha palesemente dichiarata con un accorato appello: 'tutti i Comuni italiani dispongano a lutto le bandiere e i gonfaloni in segno di cordoglio e dolore per la tragica morte del sindaco di Cardano al Campo'.

Da più parti sono arrivati gesti solidali e di condivisione del dolore. Bologna ha ricordato il sindaco ucciso Laura Prati nel giorno del funerale il 26 luglio bandiere a mezz'asta, non è la prima ne l'ultima vittima della coscienza civile, purtroppo il nostro paese vive tempi di grande conflittualità come si fa a continuare in questo clima, ma è giusto morire uccisi per avere fatto il proprio dovere?

Anche da Pescara il sindaco Albore Mascia giorni fa aveva lanciato lo stesso invito a tutti i primi cittadini d'Italia a partecipare ai funerali, la preoccupazione per l'ingestibilità dei territori è unanime per molti aspetti, si sa che spesso i vari territori mal sopportano le cattive gestioni dei loro primi cittadini, ma spesso come in questo caso è proprio la missione vera e autentica che non trova un'accoglienza positiva, purtroppo i problemi sono tanti e tali che questa calda estate fa esplodere i cittadini che sono mine vaganti, più spesso a torto.

Al cordoglio del presidente del consiglio Letta e della presidente della Camera Boldrini si aggiunge anche quello dell'Università di Ferrara.

Laura era iscritta al corso di Scienze dei beni culturali e ambientali, l'ateneo l'ha ricordata con parole di stima: "morta mentre si prodigava nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali, compiendo il proprio dovere". Un accorato appello unanime allo Stato perché si occupi delle problematiche dei cittadini sopraffatti da un'ondata di ingiustizia senza eguali dagli uffici e negli uffici, la morte di Laura Prati è una sconfitta per lo Stato.