Papa Francesco è sì il primo papa latinoamericano ma è anche il primo papa della Compagnia di Gesù (è questo il nome ufficiale dei gesuiti). E oggi, in occasione della festa di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dell'Ordine, Papa Francesco celebra la festa con i suoi confratelli gesuiti.

Questa mattina in forma privata Papa Francesco, infatti, celebra la messa nella chiesa romana di Sant'Ignazio, insieme al Superiore Generale dei gesuiti Adolfo Nicolás e ai vertici della Compagnia. Come è noto il Generale dei gesuiti è chiamato "papa nero" e quindi oggi si ha il Papa e il papa nero che festeggiano insieme Sant'Ignazio.

Papa Francesco e la spiritualità gesuitica

Tornando da Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù, papa Francesco ha risposto a molte domande dei giornalisti. Tra le altre, la giornalista Caroline Pigozzi di Paris Match ha chiesto al Papa se si sentisse ancora gesuita anche da papa; la risposta di Papa Francesco è stata illuminante e simpatica al tempo stesso, com'è nello stile del pontefice: "È una domanda teologica, perché i gesuiti fanno voto di obbedire al Papa.

Ma se il Papa è gesuita, forse deve far voto di obbedire al Generale dei gesuiti… Non so come si risolve questo…".

Poi ha continuato: "Io mi sento gesuita nella mia spiritualità; nella spiritualità degli Esercizi, la spiritualità, quella che io ho nel cuore". Il riferimento è agli Esercizi Spirituali di cui sant'Ignazio è l'inventore e che sono un percorso di conversione continua che riguarda tutti i cristiani.

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Papa Francesco

Poi ecco l'annuncio della celebrazione odierna con i confratelli: "Ma tanto mi sento così che fra tre giorni andrò a festeggiare con i gesuiti la festa di Sant'Ignazio: dirò la Messa al mattino. Non ho cambiato di spiritualità, no. Francesco, francescano: no. Mi sento gesuita e la penso come gesuita. Non ipocritamente, ma la penso come gesuita". In quel "non ipocritamente" possiamo anche vedere le molte critiche che vengono fatte ai gesuiti che spesso vengono accusati di essere abili manipolatori: si tratta solo di leggende metropolitane, nate soprattutto dal fatto che la Compagnia di Gesù si è sempre distinta per la ferrea formazione, disciplina ed eccellenza negli studi e questo ha intimorito molti che alla fine non hanno avuto altri armi se non la denigrazione.

Sant'Ignazio e la chiesa a lui dedicata a Roma

Ignazio di Loyola, grande protagonista della riforma cattolica nel secolo XVI, nacque nel 1491 in Spagna. Avviato alla vita da cavaliere, si convertì nel corso dell'adolescenza quando, malato, non ebbe altra lettura che libri cristiani. Presso l'abbazia di Montserrat fece voto di castità perpetua e poi visse per oltre un anno a Manresa, conducendo una vita di preghiera e di penitenza.

Fu proprio a Manresa che prese in lui forma l'idea di formare una Compagnia di uomini consacrati: la Compagnia di Gesù venne approvata da papa Paolo II il 27 settembre 1540. Sedici anni dopo – il 31 luglio 1556 – Ignazio morì a Roma. Venne proclamato santo da papa Gregorio XV nel 1622. Il suo corpo riposa nella cappella a lui dedicata nella Chiesa del Gesù a Roma, che è la chiesa madre dei gesuiti.

A Sant'Ignazio di Loyola è dedicata una chiesa barocca in Roma nota come "Sant'Ignazio di Loyola a Campo Marzio": è adiacente al Collegio Romano (prima sede dell'Università Gregoriana, retta dai gesuiti) e si affaccia sulla caratteristica piazza Sant'Ignazio.

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