Nelson Mandela è morto a 95 anni, dopo mesi di agonia ed il ricovero presso un ospedale di Pretoria fino a settembre scorso. Oggi il mondo intero lo piange, non potendo dimenticare cosa ha rappresentato e rappresenterà per le generazioni future. La sua fama lo precede e di lui si sa tutto, da quando da giovane avvocato ha inseguito il sogno di un paese senza più differenze e disuguaglianze in nome della libertà, fino a quando lo ha realizzato non senza patimenti, sconfiggendo l'apartheid.

Come sempre accade, infatti, Mandela si è dovuto scontrare contro la dura realtà e ha dovuto combattere e soffrire per giungere a quello che all'inizio sembrava un'utopia.

Inizia la sua battaglia nel 1942 entrando nell' African National Congress (ANC) e con loro la resistenza ed il lento processo di lotta contro le disuguaglianze in un paese profondamente diviso, dove ai bianchi sono riservati tutti i diritti e le cariche più importanti, mentre la maggioranza nera è ridotta all'ubbidienza. Una tappa fondamentale risulterà, grazie ad il suo contributo durante l'assemblea popolare, la realizzazione della Carta della Libertà, 1955. Mandela combatte attivamente con scioperi e manifestazioni. E' arrestato più volte fino nel 1964, quando è condannato all'ergastolo nella prigione di Robben Island. Le accuse sono gravi, sabotaggio ed alto tradimento. Rimarrà in carcere per quasi 27 anni molti di lavori forzati, che mineranno la sua salute, ma non il suo spirito, anzi faranno di lui il simbolo che è oggi.

Durante la prigionia, infatti, non smetterà di far sentire la sua voce contro la segregazione razziale, attirando su di sé e la sua lotta gli occhi del mondo.

Davanti all'attenzione crescente e alle pressanti richieste da parte di molti paesi, Mandela sarà rilasciato nel 1990 e l'anno seguente diventerà presidente dell'Anc, riconosciuto ora partito a tutti gli effetti legali.

L'anno della svolta, però, è il 1994, quando Mandela sarà eletto primo presidente nero nella storia del Sudafrica, carica tenuta fino al 1999. Questi saranno gli anni della trasformazione di quel paese e delle coscienze di tutti noi. Il Sudafrica affronterà un cambio epocale, passando da un sistema basato sull'apartheid a quello attuale sulla democrazia, le cui fondamenta non saranno odio e vendetta, bensì perdono.

Nessuno potrà mai dimenticare che fu proprio Mandela a voler creare il tribunale speciale, Commissione per la Verità e la Riconciliazione, per risanare le ferite nella maniera più indolore possibile. Questo ed altri molti altri gesti di questo tipo non faranno che accrescere il rispetto e l'ammirazione della comunità internazionale per questo piccolo grande uomo.

A questo punto è inutile rammentare gli innumerevoli riconoscimenti, come il Nobel per la pace del 1993, le incalcolabili campagne per i diritti civili e umane intraprese anche ormai in età avanzata. Nelson Mandela ha dimostrato ogni giorno della sua vita, cosa vuol dire combattere per qualcosa per cui valga la pena anche morire ovvero la libertà e l'uguaglianza.

Il suo esempio ha trasformato un semplice uomo in un simbolo, una leggenda, ma la sua morte ce lo restituisce uomo e proprio per questo immenso. Ha avuto la gioia di essere circondato da una grande famiglia fino all'ultimo, senza farsi schiacciare da titoli ed appellativi.

Mandela è e sarà per sempre il Padre del Sudafrica, ma anche di tutti coloro che credono in un mondo migliore. Segui le notizie relative a "Nelson Mandela"