Da qualche giorno è scoppiato un piccolo caso sulla casa nella quale il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha abitato, in affitto, nel centro di Firenze, negli ultimi tre anni. Diciamo "piccolo", e forse sbagliamo nel dire "scoppiato", perchè il caso in questione non sembra aver suscitato una forte eco mediatica.
Ricapitoliamo la vicenda presentandone i protagonisti: partiamo da Alessandro Maiorano, dipendente del Comune di Firenze dal 1979 che in passato ha esposto denunce e rilasciato interviste su presunti sprechi di denaro pubblico da parte di Renzi nel periodo in cui era Presidente della Provincia di Firenze, azioni che gli sono valse, il 30 agosto 2013, una denuncia per diffamazione da parte dello stesso Renzi; tra i vari esposti presentati da Maiorano, ce n'è uno in cui il dipendente comunale chiede ad organi come l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza di fare chiarezza sulle motivazioni che, a gennaio del 2011, spinsero Renzi a spostare la sua residenza in una casa nel centro di Firenze.
Il sito laretenonperdona.it, il 22 gennaio 2014, manda in rete un articolo nel quale si chiede, tra le altre cose, se questa casa nella quale l'attuale Premier risiedeva fosse di sua proprietà o pagasse un canone di affitto; lo stesso sito, in un articolo del 27 gennaio, scrive che Renzi, il 23 gennaio, vale a dire il giorno dopo l'uscita del pezzo in cui si chiedevano informazioni sulla proprietà della sua casa, ha cambiato indirizzo di residenza, spostandolo a Pontassieve; il sito web, premettendo di non accusare Renzi di alcun comportamento illecito, ritiene "alquanto curiosa la coincidenza temporale rispetto ad un nostro articolo".
La vicenda viene ripresa in questi giorni da Libero, secondo cui la casa di residenza di Renzi nel centro di Firenze è di proprietà dell'imprenditore Alessandro Dini, e l'affitto veniva pagato da Marco Carrai, uomo che, secondo quanto riportato da un articolo di Giacomo Amadori, in passato, tra le altre cose, è stato amministratore delegato, dal 2005 al 2010, di Florence Multimedia, società di comunicazione voluta da Renzi, amministratore delegato di Firenze Parcheggi, società controllata al 49, 47% dal Comune e, dall'aprile 2013, presidente dell'Aeroporto di Firenze. Maurizio Belpietro sottolinea come la vicenda sia stata quasi ignorata dai principali organi di comunicazione, lanciando una "stoccata" ai giornalisti "distratti" da quando al Governo non c'è più Berlusconi.
Voglio precisare subito che chi scrive è lontanissimo dal berlusconismo in quanto ad orientamento politico, modo di essere in generale e valori da portare avanti, e non è un fan di quotidiani come Libero, ma stavolta non si sente di dare tutti i torti a Belpietro: basta consultare un motore di ricerca per rendersi conto che, a diversi giorni dall'articolo di Libero, la vicenda è trattata per lo più da siti abbastanza "di nicchia", e passata piuttosto sotto traccia, per usare un eufemismo, sugli organi di informazione di massa, con l'eccezione del "Fatto quotidiano" e dell'immancabile blog di Grillo, che ha lanciato su Twitter l'hashtag #renzierispondi; viene onestamente difficile credere che, se la vicenda di Renzi vedesse protagonista altri esponenti politici, la questione sarebbe trattata con un approccio così soft, e questo sempre parlando dell'impatto mediatico del caso e non volendo lanciare nessuna accusa (cosa impossibile visto che non ci sono procedimenti in corso) nei confronti di nessuno.
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