E’ ormai passatoun anno da quel 13 marzo in cui, inuna piazza San Pietro gremita di credenti e curiosi, si profilò sul cielo di Roma una fumata bianca,inizialmente timida, poi sempre più definita: al quintoscrutinio era stato eletto il 266°Vescovo di Roma, l’argentino JorgeMario Bergoglio.

Si percepì fin dasubito un sentore di cambiamento, agognato da molti, a causa degli ultimiscandali della Chiesa cattolica. Intanto, nel nome scelto dal pontefice, Francesco, in onore del Santo umile e poverello,protettore dei deboli e dei diseredati, dei miseri e dei dimenticati, il Santodelle povertà, della rinuncia dei beni effimeri, il custode del creato.

Il Papa stessoracconta successivamente che, non appena eletto, il Cardinale Hummes gli si avvicinò per baciarlo e gli disse: “Non dimenticarti dei poveri”. Per questo la scelta del nome, perché il ricordodel Santo d’Assisi diventasse lo scopo del suo operato.

A destare immediatamentecuriosità e stupore furono le prime parole pronunciate dal neoeletto Pontefice,quella esortazione fatta ai fedeli di pregare per lui, prima che lui lo facesseper loro, affinché lo Spirito Santo scendesse su di lui ad illuminare il suooperato. Tutti, cattolicie non, rimasero colpiti da quel esordio: un Papa che chiede di pregare per lui…

Il sogno di Papa Francesco è “una chiesa povera tra i poveri” e lo dimostra fin da subito.

Durantela celebrazione di inaugurazione del il 19marzo, prima della cerimonia, fa fermare la vettura per scendere e baciaresulla fronte un disabile ed alcuni bambini. Rifiutaperentoriamente gli indumenti sfarzosi e la croce d’oro, per vestire con un abitosemplice. Rinunciaaddirittura alle ferie estive per unirsi alle famiglie, purtroppo sempre piùnumerose, che non riescono ad arrivare a fine mese con il loro stipendio.

Riformatore dellaChiesa, esorta i sacerdoti a fare il loro dovere, ad uscire dalle chiese peraprirsi al popolo, ad andare nelle periferie per portare il loro aiuto ai menofortunati. Sollecita ivescovi a rinunciare al potere, a vivere la cristianità con umiltà e modestia. Ammonisce icardinali a non essere accaniti ricercatori di carriera, ma umili servitoridella cristianità.

Spinge i cristiani tutti al perdono ed alla misericordia.

All’interno dellaCuria, il suo comportamento stasicuramente facendo sorgere malumori, soprattutto tra l’ala più conservatrice,che legge nei suoi comportamenti una continua rottura con la tradizionemillenaria della Chiesa Cattolica.

La gente comune,però, lo sente vicino. E’ stato in gradodi ridare slancio ed entusiasmo al mondo cattolico e non solo. Anche gli ateivedono ora al cattolicesimo con più interesse. Il suocomportamento innovativo attira consenso e simpatia ovunque: il Time gli dedica una copertina e vieneaddirittura candidato al Nobel per la Pace.

Francesco, tenaceed umile allo stesso tempo, riesce a muovere masse impressionanti, vedecrescere il suo consenso irrefrenabilmente.

In un modo deltutto rivoluzionario, si apre ai problemi della società attuale. Inizia una lottaspietata contro la diffusione della pedofilia tra il clero, apre le porte dellachiesa ai divorziati. Arriva, addirittura, a porgere la sua mano al mondo degliomosessuali: “Chi sono io, per giudicareun gay?”.

Ed ecco che lasua simpatia ed attrazione aumenta sempre di più, coinvolgendo le masse, dandouna nuova spinta al mondo cattolico, una nuova fiducia che si era andata semprepiù deteriorando a causa dei precedenti scandali. E con il grido “Sono qui per risvegliare le vostrecoscienze. Basta con la globalizzazione dell’indifferenza”, spinge il mondocattolico ad avvicinarsi ai problemi degli immigrati, dei bisognosi, deidiseredati.

Con l’intento dicreare una chiesa basata sulla semplicità, una chiesa che si liberi dei benieffimeri per ritornare al vero significato di cristianità, di aiuto, dicondivisione, di misericordia. Una chiesa piùcomunitaria, meno chiusa nella sua centralità e nella sua magnificenza.

Questi sono imotivi per cui le masse, cattoliche e non, lo sentono vicino. Perché in questa situazionedi insicurezza, di valori morali parzialmente decaduti, di incertezzaquotidiana, Papa Francesco rappresentala speranza, l’innovazione, un punto fermo, una guida, un ritorno ad unapulizia interiore e ad un candore di animo che manca da tanto, troppo tempo.

Non si sa tuttoquesto a cosa porterà. Non ci resta cheassistere.