Nel corso dell'evoluzione del concetto di Stato, si iniziò ad imporre quello di geo-politica, stati-nazione e poi dopo europeismo.

La principale evoluzione dell'abolizione dello stato nazione è l'avvicinamento ad una Europa unita, predispone oltre alla moneta unica uno scambio di merci che favorisce una macro-economia interna e progettare le esportazioni fondamentali per una economia di mercato nella quale ci siamo inabbissati.

Si parla molto di diritti civili dei cittadini europei, anche se il dislivello è evidentemente molto evidente, in particolar modo nei Paesi del sud Europa che sono storicamente più poveri e meno competitivi delle regioni nord europee.

Un fattore che grava molto e che merita di essere sottolineato è quello delle immigrazioni che dal nord Africa e dal Medio Oriente si riversano in Europa. Le modalità che si utilizzano nell'affrontare questa problematica sono molto discutibili, e le politiche adottate sono sicuramente inefficienti e difficilmente applicabili, in quanto si è logisticamente impreparati e culturalmente intolleranti in mancanza di leggi che favoriscono le integrazioni e il controllo demografico.

Storicamente le migrazioni sono un fenomeno ricorrente, come durante la decadenza dell'impero romano, le popolazioni barbare facevano pressioni per addentrarsi nel territorio dominato dall'imperatore. Di fatto queste pressioni vennero combattute con la disfatta e la caduta di Roma. Questo ci insegna che i fenomeni di immigrazione non possono essere fermati. L'unico modo di prevenzione esistente è creare metodi di integrazione che favoriscono una giusta accoglienza.

Oggi sembra che si stia ripetendo la stessa tragica manifestazione, considerando che l'Europa è totalmente impreparata a questo fenomeno. In Italia si affronta la cosa in modo tragicomico senza un minimo di preparazione da parte delle istituzioni e con una speculazione senza precedenti come se si stesse ritornando allo schiavismo del 1800.

Ma il dato più scandaloso è che noi italiani siamo un popolo che storicamente migra dagli Stati Uniti al sud America, con forti migrazioni in Germania e nel nord Europa.

Qui si innesca e si evidenzia il paradosso dello Stato italiano che non coglie mai gli insegnamenti del passato, e non sa comprendere quelli del presente con pochissima lungimiranza. Da migranti a migratori.

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