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Se c'è una costante che non manca mai nelle liste dei nominati della politica italiana, di volta in volta per le due camere nazionali o per il parlamento europeo, è una nutrita ed affiatata schiera assolutamente trasversale di indagati, condannati e impresentabili vari.


Un articolo riportato dal "Fatto Quotidiano" ci aiuta a fare chiarezza in quella che è una vera e propria "selva oscura" della politica italiana, dove al posto delle tre fiere, però, si incontra un numero ben più vasto di candidati dal dubbio gusto morale.


E da dove iniziare se non dal partito che più di tutti gli altri sembra avere fatto, anche piuttosto palesemente, del non rispetto delle regole e delle norme, la propria bandiera ideologica, ovvero da Forza Italia? Ebbene, il partito fondato a metà anni '90 dal cavaliere del lavoro Silvio Berlusconi, presenta in lista candidati altissimi come Fabrizio Bertot, ex sindaco di un comune sciolto per infiltrazioni mafiose, il quale sarebbe pure stato beneficiato, secondo la Dia, dal voto di scambio mafioso. Ma come non citare anche Giampiero Samorì, accusato di associazione a delinquere nel crac di Banca Tercas; o dell'arcinoto Clemente Mastella, rinviato a giudizio pochi giorni addietro con l'accusa di associazione a delinquere. Ci sono, poi, per non farsi mancare nulla, anche dei condannati, come l'ex presidente della Regione Puglia, Fitto, condannato a 4 anni per corruzione, illecito finanziamento e abuso d'ufficio. Mica male.


Ma FI non è certamente il solo partito italiano a potersi fare vanto nello sfoggiare una simile proposta per le europee. C'è anche il neonato o quasi Fratelli D'Italia, che però mostra già di pensare in grande candidando personaggi come Agostino Ghiglia, condannato nell'86 a nove mesi per avere compiuto una aggressione fascista, nonchè un pezzo da novanta come l'ex non rimpianto sindaco di Roma, Alemanno, il quale è indagato per il solito finanziamento illecito ai partiti. Invece il candidato Iannone Antonio risulta indagato per la gestione dell'Asl e del Cofaser nella provincia di Salerno.


E potevano mancare all'appello il Ncd, che sarà nuovo ma parte come se non lo fosse, e l'Udc? Certo che potevano, ma non lo hanno fatto. E così l'Udc si prepara a candidare nelle sue bianche liste Lorenzo Cesa, il quale arrestato già nel 1993, è stato condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata. Anche se è poi stato salvato dalla prescrizione e da un cavillo legale.
Ma il vero asso nella manica lo cala, in fin dei conti, il partito del ministro Alfano, che candida per le Europee, niente meno che l'ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, fresco fresco di condanna in primo grado a 6 anni per i reati di falso e abuso d'ufficio. Nonchè uomo dalle amicizie quantomeno discutibili per un politico. Ci sono poi, tutti ex forzisti fuggiti da Silvio condannato, Paolo Romani (indagato) e il ministro Lupi, anche egli a processo per abuso d'ufficio, uno dei reati favoriti dai nostri degni rappresentanti.


Ultimo, ma non per importanza, il Pd, che da par suo non vuole sfigurare in mezzo agli altri partiti. Quindi ecco che il partito democratico, candida in Campania, Andrea Cozzolino, accusato da Saviano di presunti brogli elettorali (elezioni poi infatti annullate), e Nicola Caputo, consigliere regionale, coinvolto in "rimborsopoli". In ossequio alle quote rosa, inoltre, il Pd mette in lista Anna Petrone, indagata per peculato e Giosi Ferrandino, raggiunta da una richiesta di rinvio a giudizio.

Insomma: pare che uomini migliori non se ne potessero trovare nelle fila dei maggiori partiti italiani da candidare alle Elezioni Europee. Forse questo fatto dovrebbe farci porre delle domande circa la qualità morale della nostra politica? Perchè sì, da noi è normale e quasi non ci fa nè caldo nè freddo. Ma in Europa, che dicono invece?