In seguito alla sconfitta con l'Uruguay, fiumi di polemiche stanno scorrendo in queste ore per quanto riguarda la Nazionale, dove si sta scatenando una vera e propria bufera con le dimissioni di Cesare Prandelli, e inoltre quelle, peraltro già previste come ammesso dagli stessi protagonisti, di Giancarlo Abete e Demetrio Albertini. Oltre alle accuse rivolte dall'esterno (dai tifosi, dalla critica) al Ct e alla squadra, non ne sono mancate neppure tra gli stessi Azzurri (si pensi alle dichiarazioni di Buffon e De Rossi in riferimento alla mancata integrazione di determinati elementi nello stesso gruppo).

E a questa Nazionale si ritrovano sì delle anomalie, a parte l'exploit con l'Inghilterra, e le prestazioni di singoli giocatori che si sono mantenute sempre e comunque su buoni, o addirittura ottimi livelli, tra cui spicca senza ombra di dubbio il capitano Buffon, seguono Verratti, Cerci, e De Rossi (seppur quest'ultimo assente nella partita contro l'Uruguay a causa dell'infortunio al polpaccio nella precedente gara). Ma a lasciare perplessi è l'epilogo di questa avventura mondiale, tra l'espulsione assurda di Marchisio (autore peraltro di uno splendido gol contro gli inglesi), ed il "vampirismo" mostrato da Suarez nei confronti di Chiellini, pessima azione che ha trovato la totale accondiscendenza dell'arbitro (fatalmente omonimo di quel Moreno che ai Mondiali 2002 ha determinato la sconfitta dell'Italia nella partita decisiva contro la Corea del Sud), e con l'evidente messa in scena dello stesso Suarez.

Lo stesso Prandelli ha esposto, come prima considerazione, il condizionamento apposto alla partita dall'arbitraggio, anche se, nell'arco di tempo tra la fine della partita e la conferenza stampa aveva già maturato la decisione delle sue dimissioni irrevocabili; a queste critiche ha fatto seguito Chiellini, che il morso di Suarez lo ha ricevuto. Sicuramente, il momento attuale impone di chiedersi cosa non va nel nostro calcio, ma episodi talmente vistosi dovrebbero parimenti far riflettere.

La Nazionale avrebbe dovuto dare di più in campo, ma è anche vero che in seguito al netto calo con il Costa Rica erano ben presenti segnali di ripresa, così come un'eliminazione va accettata e ci può stare, ma sempre e solo nel rispetto delle regole, che in nessun caso dovrebbe essere percepito come un optional, neppure in presenza di prestazioni decisamente non convincenti.

Oltretutto, è possibile che la squadra, superato questo ostacolo, avrebbe affrontato diversamente il Mondiale dagli ottavi in poi: non sarebbe stata la prima volta nella storia in cui la Nazionale, dopo un andamento tentennante nel girone, avrebbe giocato con tutt'altro piglio le partite ad eliminazione diretta.

Rimane da sperare che, quantomeno, questa con l'Uruguay non sia stata l'ultima partita in azzurro per Andrea Pirlo il quale non meriterebbe affatto, per tutto ciò che ha dato finora alla Nazionale, un addio tanto deludente e amaro, e che possa proseguire con questa carriera, nota positiva è data dal suo passo indietro nell'abbandono, ma si spera nella disponibilità del futuro ct, visto il fermo no di Prandelli al ritiro delle proprie dimissioni (in tal senso premeva anche Gigi Riva) .

In attesa di vedere gli sviluppi in Federcalcio, dove si è aperto anche un vuoto di potere con le dimissioni di Abete, una nota colma di tristezza con la morte di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli raggiunto da un colpo di pistola il 3 maggio scorso, prima della finale di Coppa Italia. Un altro segno indelebile di una concezione del calcio che in Italia andrebbe del tutto rivista, e che contribuisce a delineare quella immagine di "calcio malato" che non riesce a dissolversi, sul quale aspetto la Federcalcio dovrebbe assumere provvedimenti con assoluta priorità, anche rispetto ai vari assetti organizzativi sui quali in questo periodo sarà inevitabilmente chiamata a pronunciarsi.

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