A chi non è mai capitato di essere in ritardo ad un appuntamento con un amico o di aspettare il partner per ore, perennemente in ritardo? Quali sentimenti vi ha provocato? E il ritardatario con quale scusa si è presentato stavolta? Non dev'essere piacevole aspettare qualcuno che si presenta a un incontro dopo mezz'ora o un'ora e magari quando arriva padroneggia un beffardo sorriso sul viso e una scusa banale. E mentre si aspetta quali reazioni possiamo avere se non di rabbia, di preoccupazione, di fastidio, di sarcasmo. Ma cosa spinge veramente una persona a non essere puntuale? E' possibile che ha incontrato nel suo percorso solo ostacoli o sono solo scuse?

Il dott. Aldo Carotenuto, noto psicanalista junghiano scomparso a febbraio 2005, sosteneva che "dietro le spoglie apparentemente umili del ritardatario cronico, si nasconde quasi sempre l'intenso e talvolta insano bisogno di esercitare una forma di potere, in particolare nei riguardi della persona condannata ad attendere". Sembrerebbe che abbiamo difronte una persona non contenta che cerca il riscatto, probabilmente a fronte di varie delusioni o situazioni per lui frustranti, esercitando il potere su altri ad esempio presentandosi in ritardo agli appuntamenti. Si parla quindi, di una vera e propria sfida verso il mondo!

Ma chi è veramente la persona ritardataria? Gli studiosi della materia ci forniscono alcune risposte a riguardo: la persona ritardataria è seduttiva:,probabilmente il suo ritardo le permetterà di essere ancora di più desiderato e il suo arrivo sarà trionfante sotto i riflettori; la persona ritardataria può mostrare paura: tende a rimandare, a procrastinare un impegno che crea ansia e il ritardo aiuta a defilarsi dall'impegno; ancora sotto un'azione del genere può nascondersi arroganza e scarso interesse per le persone, quindi poca stima negli altri.

Mi sembra giusto aggiungere che oggi viviamo in una società fatta di mille impegni, con mille imprevisti di percorso e spesso siamo distratti da altrettanti stimoli che si presentano davanti ai nostri occhi e non è sempre facile rimanere concentrati sul proprio obiettivo fino in fondo. Purtroppo succede sempre di più, ci distraiamo facilmente presi da una visione più futuristica, non viviamo il nostro presente che scorre e spesso siamo ignari di viverlo.

Allora mi sembra utile porre alcuni consigli, uno su tanti, anche se può sembrare banale, è meglio puntare una sveglia un'ora prima del vostro appuntamento e decidere il tempo giusto oltre il quale non è concesso avviarsi all'incontro, ancora si può chiedere aiuto agli amici chiedendo loro di smettere di aspettarvi oltre i 15 minuti e andare via, questo può spingervi ulteriormente a mantenere un impegno e sentire su di voi le conseguenze di tale problema.

Provate a fare esperienza di puntualità mettendovi alla prova in un vostro ambito di vita, insegnerete al vostro cervello che può essere puntuale consapevolmente e non in modo casuale. Se questi consigli ancora non funzionano, forse è il caso che vi fate aiutare da uno psicoterapeuta per lavorare sul profondo Sé, su questioni interiori altrimenti si rischia di non crescere e di essere fuori tempo anche nella vita.

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