Le storie del maghetto Harry Potter non stancano mai, e la loro riedizione a cura di Stefano Bartezzaghi , genio dell'enigmistica - segna una rinascita di interesse. Il motivo di questo inesauribile successo sta nel fatto che è un fantasy ben ancorato alla realtà: J. K. Rowling è riuscita a scrivere un ritratto, ironico e amaro, del nostro mondo. Il mondo della magia non rappresenta una società perfetta in cui tutto funziona al meglio e gli umili e gli onesti vincono comunque. Anche nella società "incantata" gli insegnanti millantano saperi che non conoscono, i politici non prendono decisioni e lasciano fare e i banchieri sono avidi Goblin che celano i patrimoni in segrete e insidiose gallerie.

Questa descrizione anti-utopica che mette in discussione l'universo delle fiabe a cui si è abituati, viene scritta seguendo l'esempio di un genere che ha varcato i confini temporali e che continua a influenzare il nostro immaginario, non solo in letteratura: il Gotico.

Il Gotico ha via via preso forme diverse, ma dimostra la sua attualità nonostante sia nato a fine 1700 in quanto le sue tematiche toccano le corde sempre scoperte dell'animo umano: il doppio e la lotta tra bene e male. Il doppio, la parte negativa di Harry è un mostro, Lord Voldemort, un non - morto che riassume in sé le caratteristiche di altri personaggi gotici del presente e del passato: come i fantasmi è un ombra che perseguita coloro che ostacolano la sua rinascita, come le mummie unisce vita e oltretomba; come i vampiri si nutre del sangue di altri esseri per rigenerarsi e come gli zombi sfugge dalla morte per minacciare i viventi e chiedere vendetta.

Voldemort è il male che non vuole cedere al bene e si nutre delle anime dei deboli per riprendere la sua forza.

Ma come ogni mostro che si rispetti non è sempre stato negativo: la sete di potere, il grande talento, e quindi l'estrema ambizione lo hanno condotto sulla via del male, della corruzione, e del crimine. Il doppio è stato uno dei soggetti più sfruttati dalla letteratura ottocentesca vittoriana: la dicotomia tra raziocinio e istinto aveva trovato un fondamento nelle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin e il confronto tra la popolazione inglese e quella dei nativi delle colonie, selvaggi in quanto non seguivano le regole dettate dai popoli civili, costituiva un altro motivo di riflessione e di perplessità.

Esempi famosi di personaggi letterari sono ormai parte del vocabolario comune: Dr. Jekyll e Mr Hyde, Dorian Gray e Mowgly. Ma c'è una differenza: questi anti-eroi ottocenteschi cercavano di scappare da un mondo chiuso che reprimeva il loro desiderio di scoperta dello sconosciuto nascosto in ognuno di noi.

Nel mondo di Hogwarts gli inferiori, i diversi sono gli uomini ordinari e comuni, i Babbani, che si muovono per Londra senza vedere Diagon Alley, presi dalle loro effimere carriere e dalla loro convinzione di essere rispettabili.

Nel mondo di Hogwarts la duplicità è evidente, il male non è nascosto, ha un nome che nessuno vuol pronunciare, ma che tutti conoscono, il nome di una persona esistente, sopita per anni, ma rinata e ancor più crudele che comanda e controlla i suoi seguaci con l'odio e la paura. Il male contemporaneo è evidente corrode, rovina, uccide senza provare sensi di colpa; non vuole distruggersi, non ammette le sue colpe perché non le ritiene tali.