Siamo abituati ad un'Italia a due velocità: un nord ricco e prosperoso (almeno sino a qualche anno fa) e un sud in perenne difficoltà. Sull'argomento si sono sprecate analisi, proposte, iniziative, tuttavia nessuna di esse pare aver sortito gli effetti sperati. Al contrario, il divario tra nord e sud è progressivamente cresciuto nel corso dei decenni. I motivi sono veramente tanti. Di certo gran parte delle "colpe" potrebbero addebitarsi alle politiche nordiste dello Stato italiano che, sin dai primi decenni post unitari, ha sempre avuto un occhio di riguardo per il settentrione, a discapito del mezzogiorno.
A questa vergognosa discriminazione, i politici del Sud non hanno mai saputo rispondere con fermezza e determinazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ma i motivi sono anche altri: spesso i cittadini del sud hanno mostrato di dare per assunto ed ineluttabile questo stato di cose e di non voler far nulla per cambiarlo. E' un mix devastante di disinteresse e rassegnazione, che ha consentito a chi voleva il male del sud di agire in maniera incontrastata. La risposta ai problemi strutturali del sud è stata, e purtroppo è ancora oggi, la classica valigia di cartone. Oggi la valigia non è più di cartone e chi si sposta in direzione nord lo fa spesso su lussuosi convogli ad alta velocità. Ciò però non cambia la sostanza: queste partenze, spesso obbligate per oggettive ed ineludibili esigenze economiche, impoveriscono il tessuto economico, culturale e sociale del sud, facendolo precipitare in una situazione sempre più drammatica.
Inoltre, una volta chi partiva lo faceva con l'obiettivo di tornare, presto o tardi. Oggi invece molti partono e si stabiliscono definitivamente nel luogo in cui hanno trovato un'occupazione.
Non è una situazione facile, tuttavia sarebbe il caso di cominciare ad invertire questa tendenza. Nessuno ha la bacchetta magica, ma ci sono delle cose che immediatamente ogni cittadino del sud potrebbe fare. Innanzitutto comprare prodotti del sud. Spesso, soprattutto nel campo dell'enogastronomia, ma non solo, si tratta di prodotti di altissima qualità e, a motivo del bombardamento pubblicitario delle grandi aziende del nord o addirittura estere, questi prodotti non trovano gli spazi di mercato che meriterebbero.
In fondo guardare un'etichetta non costa nulla, quindi perché non scegliere un prodotto del sud? Altra cosa che si potrebbe fare nell'immediato sarebbe pretendere dai politici del sud delle risposte. Non è ammissibile che essi vadano nei palazzi romani solo per scaldare il "seggio" e per percepire laute indennità. Ogni politico del sud dovrebbe render conto di cosa ha fatto per la sua terra, e se non ha fatto nulla, è giusto che lo si additi al pubblico ludibrio. Ma, soprattutto, i cittadini del sud dovrebbero amare la loro terra. Il sud è un luogo meraviglioso: vi è nata la civiltà, mentre il presuntuoso nord era ancora infestato dalle zanzare e viveva in condizioni preistoriche. Al sud c'erano i greci, che hanno gettato le basi della nostra civiltà, e i meravigliosi siti archeologici ancora oggi ce lo ricordano. Io sono orgoglioso di essere un cittadino del sud e compatisco chi usa il termine "terrone" in quanto è solo un ignorante, nel senso che ignora la storia.