Secondo la formula aritmetica elementare cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia, e funziona. Perché non provare a vedere se la stessa formula funziona anche al di fuori dell'aritmetica? Si dice sempre che dobbiamo ridurre le spese per poter ridurre le tasse ed è logico, ma non si fa. Se provassimo a ridurre le tasse con l'obbligo che le spese si riducano altrettanto?

Un attore americano lo ha fatto anche sulla scorta di una formula, la curva di Laffer, che prevede un incremento del gettito a fronte della riduzione delle imposte e della crescita economica che ne può derivare, la qual cosa, secondo i grandi economisti, è sbagliata.

Eppure, come tante cose sbagliate, ha funzionato allora in America, ma potrebbe funzionare anche ora in Europa. D'altronde, come si continua ripetere in questi giorni da tutti i commentatori, così non va: i tagli di spesa annunciati si riducono sempre più a mano a mano che le lobby si agitano, e questi taglietti rischiano comunque di non essere fatti. Così si torna alla logica del Bertoldo, di far scegliere ai diretti interessati a quale albero vogliono essere impiccati, ovvero quali spese vogliono tagliare.

Si torna a minacciare i famigerati tagli lineari che, ora, si fanno diventare semi-lineari, prevedendo dei vincoli di intangibilità per taluni capitoli di spesa o, addirittura, degli aumenti per certe particolari spese, tipo i precari della scuola. Così quanti si verranno a trovare fuori da simili vincoli potranno lamentarsi e farsi valere e, magari, ottenere qualche compensazione. Ma, nel frattempo, le aziende che hanno fatto forniture o lavori per lo Stato e gli altri enti pubblici non vengono pagate, mentre i cittadini, che sbagliando qualcuno dei 1000 adempimenti fiscali o male interpretando una delle innumerevoli regolette, immaginata da perversi azzeccagarbugli statali, sono precipitati in un vortice, nel quale non è soltanto il danno che offende, ma la beffa.

La beffa continua di una legge che si enuncia uguale per tutti ma che, come nella profetica fattoria degli animali di Orwell, vede sempre degli animali, che non nominiamo per non offenderli, più uguali degli altri. Allora invertiamo l'ordine di questi fattori. Allora, come diceva l'attore americano, affamiamo questa bestia feroce che, oltre al sangue, ci toglie la dignità. I parlamenti sono nati per contrastare la spesa facile dei sovrani non per contribuire alla dissipazione.

Senza contare che ciascuno di noi è capace di dissipare da sé. Ma dove va a finire lo stato sociale? È semplice: va a finire! Non possiamo redistribuire la ricchezza che non abbiamo, prima dobbiamo crearla.

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