Marina racconta che quando sua figlia le comunicò che desiderava diventare suora il suo mondo crollò. Primo perché suo marito era ebreo e suo marito aveva sopportato abbastanza per essere battezzato cristiano, secondo perché aveva appena compiuto 18 anni e terzo perché sua sorella piccola di 13 anni le disse che si sentirà sola senza di lei. Suo padre pregò piangendo di non farsi suora, solo sua madre e la sorella accettarono in silenzio questa decisione. Infine, senza poterla dissuadere, la figlia di Marina entrò in convento.

Una delle suore più anziane che viveva in questo convento, disse alla madre di non preoccuparsi perché sua figlia sarebbe stata bene. Con le lacrime agli occhi Marina, suo marito e la figlia minore ascoltavano in silenzio le suore quando di nuovo gli dissero di non preoccuparsi di lei, che loro stesse si sarebbero prese cura di lei. Ora, a caldo, una madre e un padre disperato non capiscono la decisione della loro figlia, che così giovane non ebbe la possibilità di conoscere un po' di più la vita.

Pensavano che forse soffrì per una delusione d' amore e per questo prese questa decisione o forse pensò che fosse brutta e non volle che nessuno la facesse soffrire: sono tanti i pensieri che attraversavano la mente dei suoi genitori, che non riuscivano a credere a questa decisione di entrare in un convento di clausura.

D'altra parte il pensiero della sua sorellina è che sua sorella prese questa decisione senza pensare bene a quello che voleva realmente per la sua vita.

Pensa anche che la sua compagna, amica, sorella non ci sarà più quando lei avrà bisogno di confidarle i suoi segreti più importanti, i suoi dubbi. In tutto questo, i tre componenti familiari, madre, padre, sorella hanno pensato che questa potesse essere la sua vera vocazione e che lei fosse felice di questa decisione? Siamo così egoisti che pensiamo solo a quello che deve essere perché pianifichiamo il futuro?

Non dobbiamo forse appoggiarla e rallegrarci della sua decisione perché lei è felice? Forse non abbiamo fatto della nostra vita quello che volevamo senza consultarla? Perché i genitori e i fratelli a volte non vedono la felicità dei nostri figli o fratelli? Siamo noi che dobbiamo cambiare atteggiamento, appoggiare i progetti dei nostri figli è più importante, sono loro che devono essere felici e noi accompagnarli in questa felicità.

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