Sempre più spesso escono nuove consolle e nuovi videogiochi. Molti ragazzi di oggi impiegano la maggior parte del loro tempo a giocare ai videogiochi, e questo a volte può diventare una vera e propria ossessione. Questi giovani si creano una vera e propria vita virtuale rinunciando alla vita reale. Invece di uscire con gli amici e di dedicarsi ad altre attività, come praticare sport, andare in palestra, andare al cinema, si rinchiudono in casa e passano il loro tempo a giocare e giocare, fino a notte fonda. Naturalmente così facendo si diventa asociali e questo porta a parlare con i pochi amici rimasti esclusivamente di gioco, strategie e metodi per superare un determinato livello di gioco.

Inoltre tutto ciò porta a degli effetti negativi sullo studio poiché l'unico pensiero rimane quello di giocare, spesso si finiscono i compiti frettolosamente senza pensarci un attimo sopra. Tutto questo per il desiderio di finire il prima possibile i compiti ed andare a giocare on line con i propri amici virtuali.

La colpa di tutto ciò è da attribuirsi principalmente ai genitori di questi ragazzi che, magari, per dedicarsi di più a loro stessi e "togliersi i figli dalle scatole", li piazzano fin da piccoli davanti ad un videogioco incitando così questa passione. Oppure ci sono quei genitori che per sopperire alla loro mancanza, a causa del  loro troppo lavoro, riempiono i figli di regali con consolle di ogni tipo e videogiochi vari, pensando così di non far pesare troppo ai loro figli la loro assenza.

Sta a loro, quindi, porre delle regole e dei limiti di tempo da dedicare al gioco. Bisogna ammettere però che questa passione non è solo dei ragazzini ma anche di molti adulti. Alcuni hanno persino dei canali su youtube dove fanno recensioni di videogiochi e classifiche varie. Bisogna però porre un limite a questa passione e non sfociare in un ossessione come nel caso di Mark Sandland che uccise la piccola figlia di appena 5 settimane perché con il suo pianto disturbava la sua partita ad Assasin's Creed 3. Quindi giocare sì ma con moderazione e senza lasciare che il gioco diventi vita reale, meglio vivere la vita pienamente perché poi si avranno dei rimpianti.