Valeria Solesin, la studentessa italiana rimasta vittima della strage al Bataclan, insieme a più di altre 100 persone, era un membro attivo nell'organizzazione Emercency: o perlomeno lo era stata da ragazzina e per un periodo relativamente limitato. Il suo corpo è stato riconosciuto ieri dai genitori: la ragazza, morta da meno di una settimana, vienevista da molti come un simbolo da sfruttare. E' così anche per la stessa Emercency, nella quale aveva operato per lungo tempo?

Valeria Solesin: non un simbolo da usare

In molti hanno visto in Valeria Solesin un simbolo, un'immagine da sfruttare. Pochi hanno saputo vedere in lei una vita spezzata troppo presto, in maniera tragica insieme a più di 100 persone con lei, nella strage del Bataclan, in Francia, ad opera di folli armati. Tra gli sciacalli del suo nome e della sua immagine spicca proprio Emercency. Valeria, studentessa meritevole e capace, futuro dell'Italia, come l'ha definita lo stesso Mattarella, è rimbalzata da un telegiornale all'altro, da un'intervista all'altra.

Ciò che era, il suo intimo e tutti i suoi sogni, è stato messo sotto il vetrino del microscopio ed analizzato minuziosamente. Dal fidanzato Andrea, ai familiari, sempre discreti, passando per le passioni e fino al percorso culturale.

Cecilia e Gino Strada colpevoli?

Sono così, Cecilia e Gino Strada, padre e figli, creatori, responsabili e fautori di Emercency colpevoli di sciacallaggio? Nelle loro parole non un accenno a chi ha distrutto la vita di Valeria, ha chi ha colpito una città, a chi ha dato il via ad una mattanza improponibile.

Nelle loro parole spicca solo la colpa appena velata, di un Occidente fautore di violenza e soprusi. Quasi fosse nostra, dell'intera Europa, la spinta data ai terroristi per colpirci. La madre di Valeria asserisce che la morte di sua figlia sia una perdita per tutto il nostro paese: come darle torto? Nel mentre gli Strada pubblicano una foto di Valeria giovanissima: è sfruttamento questo? O un cordoglio mal dimostrato?

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