Il 13 novembre 2015 è una data che rimarrà impressa nel cuore di Parigi e delMondo intero. Un venerdì da ricordare, un giorno nel quale si è consumata una tragedia che non ha colpito solo la Francia, ma l'intera Europa. Nella notte del 13 novembre 2015 dei terroristi, appartenenti all'Islam estremista, hanno ucciso 129 persone, 451 sono i feriti totali: 99 rischiano la vita e 352 sonostati colpiti senza riportare gravi lesioni.

L'Isisha rivendicato quest'attentato, nel quale sette sono state le sparatorie e molte le esplosioni. Numerosi gli arresti avvenuti a Bruxelles in questi giorni, mentre sono state rese note le identità degli attentatori: tre di essi sono belgi. La Lega Araba si dissocia, molti musulmani hanno postato la propria foto sul social networkFacebook mentre tengono in mano un cartello con espostol'hashtag #notinmyname. Papa Francesco ha definito ciò che è avvenuto come "un atto disumano".

Parigi: cosa è successo dopo il Bataclan

Il Papa si è espresso sulla strage del Bataclan: dopo il dolore, il terrore ed il sangue, Bergoglio ha definito quanto accaduto disumano e si è augurato che "violenza non generi altra violenza". Dopo che la Francia è stata colpita da cellule attive, ma ben integrate nel tessuto sociale europeo, appartenenti all'Isis, il Mondo intero si è mobilitato. Una tragedia di tale portata non può che lasciare attoniti.

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Papa Francesco

A partire dalle immagini pervenute a noi tramite i vari telegiornali abbiamo potuto toccare, vedere, pur non essendo presenti nel momento dei tragici avvenimenti, il dolore, la paura, la disperazione. Le testimonianze dei superstiti ci hanno fatto rabbrividire, piangere. Nei momenti tragici delle esecuzioni,tutti noi abbiamo capito quanto l'intera comunità sia stata violata nella sua sacralità umana.

Quello che sembrava un giorno come un altro si è rivelato un insieme di terrore, minuti interminabili di un piano ordito da folli che in nome di un'assurda ed alterata idea religiosa hanno tolto la vita a 129 persone. Nonostante la paura, le grida e gli spari, molti hanno aperto la porta della propria casa ai ragazzi che fuggivano insanguinati ed urlanti. Grazie a gesti come questo moltisi sono salvati.

Segno, questo, che la Francia ha un popolo forte, coraggioso e solidale con i suoi concittadini. Numerose le manifestazioni per ricordare chi non c'è più, molti i comunicati del Presidente francese Hollande ed infiniti i fiori, i messaggi e le candele lasciate davanti ai luoghi delle tragedie.La Francia è forte, non si piega: si è prontamente rialzata e reagisce.

La risposta francese: distrutte basi a Raqqa

La Francia ha risposto prontamente.

Hollande, Presidente francese, ha dato ordine di bombardare le basi Isis a Raqqa, città del reclutamento e del cultoestremista. La capitale dello stato islamico è stata quindi attaccatadomenica sera da aerei appartenenti all'aviazione francese. Ben 12 sono i velivoli che hanno sganciato numerose bombe, colpendo uno dei cuori pulsanti della formazione estremista. La Francia era già militarmente attiva in Siria, ma il bombardamento di domenica è stato una risposta a quanto accaduto alBataclan.

Gli jihadisti, però, sbeffeggiano la Francia. I luoghi colpiti - affermano gli estremisti - sono deserti. Per contro, gli anti-Isis hanno asserito che sono stati rasi al suolo un ospedale, un museo ed un edificio politico. Il comunicato francese fa riferimento ad un campo di addestramento e ad un posto di comando. Prosegue la ricerca di Salah Abdeslam nel quartiere francese di Molenbeek: egli è uno degli attentatori di Parigi. Tre si sono fatti saltare in aria, mentre uno è stato ucciso dalle forze armate francesi. Continua anchela ricerca di Abdelhamid Abaaoud, identificato come il cervello della cellula jihadista responsabile di quanto accaduto il 13 novembre 2015. La Francia reagisce, l'America e l'Italia offrono il loro sostegno: la paura è davvero passata?

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