Ho sempre pensato che l'eternità fosse nel ricordo, ma in quest'epoca di virtuale imperante il ricordo temo sia rappresentato da un account. Persone che in realtà fra loro non si conoscono nell' "asocial network" si scoprono amiconi uniti nella condivisione del ricordo dell'artista di turno prematuramente scomparso, pur avendo nella migliore delle ipotesi una conoscenza sommaria della sua produzione.

Non so quanto un artista riservato come David Bowie potesse concepire quest'effetto ma tale è ciò che è accaduto nei giorni successivi alla sua morte, il virtual più in generale sta diventando reale e viceversa, qualsiasi castroneria letta via web non a caso viene giustificata con un espressione ormai molto in voga "L'ho letto su Facebook è per forza vero" oppure con un molto più generico "L'ho letto in rete è vero".

Sia chiaro io apprezzo come il Duca Bianco ha "sfidato" la morte, ma l'eternità l'ha ottenuta vincendo sulla morte creando un capolavoro che parlasse di lei, credo che questo carico di fans virtuali, mai termine credo sia più azzeccato, sia un effetto collaterale che non abbia manco considerato, e vista la qualità dell'opera prodotta come dargli torto.

Io ovviamente non ce l'ho contro i social network, non li frequenterei, ma sono contro l'uso nefasto che la mente umana ne fa, ma non credo che Zuckerberg l'avesse messo da conto perlomeno all'inizio, le cronache narrano che la causa che ha posto per far nascere la sua piattaforma virtuale sia banalmente quella del riuscire ad avere una ragazza essendo lui in giovane età un "nerd" universitario di quelli potenti, ed anche adesso da "business" man non è che il suo look sia molto diverso.

Ma torniamo all'eternità da social. Non credo si tratti d'essere famosi o meno, il social rende eterni nell'immaginario collettivo con buona pace del ricordo, anzi ha sostituito il ricordo della mente. Foto dell'account, post, note, hanno rubato il lavoro alla memoria, cosa aberrante persino per uno che ha poca memoria come me. Per altro quest'eternità da social ha indiscutibili contorni forzati, prendiamo facebook per esempio, l'account non può essere annullato ma bensì disattivato e per di più ogni giorno riceverete solleciti che vi chiederanno il perché dell'interruzione del vostro rapporto con Facebook a meno che voi deselezioniate l'opzione che prevede questo tartassamento virtual epistolare, riguardo il motivo che v'ha spinto a tale gesto.

Chissa se due libri scritti sino a questo momento mi basteranno per mirare a questa virtual eternità,immagino già gente che sino a ieri ignorava la mia esistenza proclamare con post strappa lacrime "Era uno scrittore fantastico, con una narrativa emozionante, un caro amico ", mentre con me in vita non faceva manco gli auguri a Natale, roba così mistica da spingerti a pensare che in realtà Zuckenberg abbia prodotto qualche alchimia magico medidativa per lanciare a livello mondiale la più grande condivisione di "virtual realtà" fra perfetti sconosciuti.

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