Si fanno meno figli, per la precisione sono 15 mila in meno i nati nel 2015 rispetto all'anno precedente, nel quinto anno consecutivo della riduzione delle nascite (488 mila). Le regioni meno feconde sono Liguria e Sardegna. Le donne partoriscono, in media, all'età di 31,6 anni e il numero di figli per donna si attesta a 1,35.

Se in passato la famiglia numerosa era il sogno della maggior parte delle famiglie, oggi scegliere di mettere al mondo un figlio è una sfida ad ostacoli. Chiacchierando con le vecchie generazioni, ciò che spesso trapela è che le famiglie attuali appaiono impaurite dalle difficoltà, carenti di coraggio.

"Il modo per mantenere un figlio si trova, se pensi a tutto quello che ti manca non ne farai mai", dicono i nonni quando una coppia esprime le sue perplessità riguardo la genitorialità e tutte le sue conseguenze a livello materiale e sociale. In passato le famiglie erano numerose, con un sistema di collaborazione nel quale i grandi badavano ai piccoli; ci si accontentava di poco e si andava avanti giorno dopo giorno, senza farsi troppe domande, costruendo con fatica e determinazione il proprio avvenire.

Ma contestualizzare è necessario per comprendere che, in questo periodo storico, senza determinati standard di base andare avanti è difficile, se non impossibile. L'istruzione è necessaria, più è alta e più è possibile trovare un'occupazione. I mestieri antichi stanno scomparendo, o si evolvono rivolti a mercati di nicchia per i quali occorrono conoscenze ed esperienze che, senza la gavetta che oggi sembra un miraggio ("almeno 5 anni di esperienza...", si legge negli annunci di lavoro) diventa raro accumulare.

Il posto fisso e la dolce tranquillità della pensione presto non esisteranno più, così che la flessibilità e il sapersi continuamente rinnovare diverranno le competenze più richieste, soprattutto verso se stessi, per rimanere a galla. Aumentano le chances sul web, chi non ne conosce il linguaggio è tagliato fuori, anche se non si tratta di lavoro. Infatti, parecchi servizi prima svolti "faccia a faccia" con l'utenza, ora sono slittati sul digitale (le iscrizioni scolastiche ne sono un esempio).

Per farcela oggi non basta la disponibilità ad imparare qualcosa e faticare per guadagnarsi la pagnotta. Serve attingere ad ogni risorsa culturale, economica e personale; le conoscenze e i casi fortunati (trovarsi al posto giusto, nel momento giusto) sono un plus in molti casi decisivo, lo sappiamo bene.

Due cuori e una capanna? Neanche, se comprare casa o pagare un affitto diventano un ostacolo per coppie che dispongono di un solo lavoratore, o di due stipendi poco consistenti.

Insomma, i dati parlano chiaro e non comunicano mancanza di coraggio, ma aumento di consapevolezza, anche se l'idea di inseguire i propri sogni con tutti i rischi del caso appare molto romantica e avvincente. La società oggi pretende, in tutti i sensi, nel bene e sempre più anche nel male. E soprattutto in Italia, Paese fermo nella mentalità e nei diritti, che non vede le sue ricchezze e tarpa le ali dei più capaci costringendoli a cambiare rotta.

Un figlio, al quale dedicare tutte le energie e le risorse, nella speranza di riuscire a renderlo una persona realizzata, preparata, con più possibilità alle quali accedere senza paura di bruciare troppo presto le opzioni inizialmente considerate, a volte errate, svianti. Perché la vita è un'incognita ed è una sola, e i genitori di oggi sentono sulle spalle un carico molto più grande di aspettative. La confusione fa da padrona in molti giovani che bombardati dai fallimenti, dai sogni disillusi e da mancanze e lacune non trovano la propria strada, anche se ce l'hanno davanti agli occhi e anche quando il potenziale è enorme, ma assopito.

Dati che sanno di amarezza, e non solo. Ma concentrarsi su quello che non funziona non è mai utile. Occorre attivarsi e cercare di trarre il meglio da ciò di cui si dispone, anche se comporta delle rinunce. Arriveranno tempi migliori, si spera.

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