In via di conversione in Parlamento il decreto-legge del 3 maggio 2016 n. 59. Un nuovo provvedimento per rendere più veloce la vendita di immobili pignorati dalle banche. Si passa dall'Ufficiale al Custode Giudiziario, per la liberazione degli appartamenti detenuti da inquilini morosi. In sintesi, la liberazione avverrà a mezzo del Custode, che è un libero professionista privato, avvocato o notaio, nominato dal giudice, senza l'osservanza delle formalità di cui all'art, 605 e seguenti del codice civile. Era ora che venisse fuori una nuova figura, in grado di accelerare gli sfratti che in media superano i 18 mesi.

Molti i fallimenti per le lungaggini

Molte sono le persone e le società che falliscono per il prolungarsi di queste operazioni. Alcuni inquilini morosi non ritirano le notifiche,e diventano irreperibili, con prolungamenti di mesi per ogni fase dell'operazione sfratto. Questa misura sicuramente agevolerà le banche, velocizzando l'iter degli sfratti. Per i privati cittadini, invece, che hanno il problema di liberare l'appartamento dall'inquilino moroso, ma che non hanno l'appartamento pignorato, le cose continueranno ad andare come sempre, a rilento. Non solo, ma gli stessi privati sono tenuti a pagare le tasse sulle somme non riscosse, salvo poi richiedere il rimborso dopo anni, alla conclusione della sentenza.

Sfratto veloce in 10 giorni

Col nuovo provvedimento, il rilascio dell'immobile seguirà le norme del decreto-legge del 3 maggio 2016 n. 59, che tra l'altro accelera anche il recupero dei crediti. Per eseguire gli sfratti, si tratterà di fare una notifica del provvedimento ed un preavviso, con cui si stabilisce la data dello sfratto, non prima di dieci giorni, se vi sono resistenze, ci penseranno le forze dell'ordine per lo sgombero. Finora negli sfratti, i morosi hanno esagerato, sicuri delle lungaggini delle procedure. In alcuni casi hanno raggiunto i due anni, senza pagare,ed i proprietari hanno dovuto subire dei problemi, non di poco conto, per far fronte al pagamento del mutuo, poi le tasse e via dicendo.

La politica non ha saputo organizzare dei provvedimenti, per aiutare gli inquilini ed i proprietari. I provvedimenti emessi hanno dato una mano solo agli inquilini, i quali hanno riscosso ignorando i proprietari creditori: era molto più giusto destinare gli aiuti ai creditori.