Grande fermento a Catania, almeno da parte dei sostenitori del partito democratico, data l’attesa visita del premier Matteo Renzi prevista domenica 11 settembre.

Catania in tilt in vista del grande giorno e folle (non pervenute) alla festa dell’Unità, celebrata all’interno della celeberrima Villa Bellini. Sarà per caso per la massiccia selezione del pubblico partecipante effettuata all’ingresso della Villa?

Democraticamente, alcune persone poco gradite sono persino state allontanate e non hanno potuto partecipare all’evento.Il Partito Democratico fa a pugni persino con il proprio nome.

La manifestazione contro Renzi

Intanto per le strade catanesi è saltato fuori un pupo siciliano che sarà in prima fila durante la grande manifestazione organizzata nell’ottica dell’arrivo del premier in città: gli organizzatori intendono contestare duramente il pd e si dicono pronti a cacciare via Renzi.Che sia “solo” perché il partito democratico ha occupato per quasi un mese la più vasta area di Protezione Civile della città per organizzare la sua festicciola sperperando denaro pubblico?

Non può essere solo questa la ragione per cui i ragazzi del comitato “cacciamo Renzi” sono cosi agguerriti, ci deve essere sicuramente altro. Soprattutto perché non saranno da soli giorno 11 settembre, davanti ai cancelli della Villa Bellini, a manifestare il proprio dissenso verso il Governo in carica. Insieme a loro, presenzieranno i movimenti No Muos e No Triv, i sindacati quali Fiom, Usb e Cobas, oltre ai circoli delMovimento Cinque Stelle e del Pci.

Le ragioni del dissenso

Ma perché scagliarsi con tale veemenza contro il pd e il suo presidente?

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Matteo Renzi

Sarà mica per quel dato ISTAT alla luce del quale si conferma la crescita zero del Pil? Neppure un decimale di aumento, niente, il nulla assoluto.

Mentre la Raggi, a Roma, è massacrata dai media per errori di valutazione e scivolate sui rossi tappeti del Comune, il partito democratico colleziona condannati al suo interno (7 solo nel 2016) ed è di appena due giorni fa la notizia relativa alle indagini in corso nei confronti di Vito De Filippo, sottosegretario alla salute del Governo Renzi.

I media, come sempre, sono troppo coinvolti nelle vicende del Movimento Cinque Stelle per occuparsi di altri fatti politici rilevanti.

Ciò che accade a Roma è indecoroso e non per l’operato della Raggi, ma per la scrupolosa opera di delegittimazione di un Movimento che ha vinto le elezioni. Accanimento mediatico e, di contro, reticenza verso altri grandi temi.

Si fa finta di niente, dietro slogan, promesse, parole, poche opere e tante omissioni.

Intanto il tempo scorre, in autunno si terrà il Referendum Costituzionale per consentire al corpo elettorale di esprimersi in merito al ddl Boschi.

Tante le contestazioni e i “no” anche in questo caso, contro una riforma che vorrebbe – dicono i costituzionalisti- togliere la voce al popolo.

L’auspicio è quello di un’affluenza massiccia alle urne, non come il Sahara di questi giorni all’interno della Villa Bellini di Catania. Converrebbe, visto il profondo senso di solitudine che affiora guardando quelle sedie vuote, evitare le selezioni all’ingresso.

Ieri sera è stato perquisito anche un bambino, voleva entrare alla Villa per giocare. Se questo è uno stato di diritto. Vai a giocare altrove, bimbo, non lo sai ancora ma questi signori ti hanno fatto un gran favore, non entrare, salvati.

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