Come annunciato daEnrico Mentanasulla sua pagina Facebook, domenica11 settembre 2016alle 21.15 andrà in onda uno speciale del Tg di La7 dal titolo "Oriana Fallaci, storia di un'italiana". Già confermati come ospiti Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, Toni Capuozzo e Lucia Goracci, entrambi giornalisti e inviati speciali per Mediaset e Rai. L'occasione è commemorativa, ma non solo.

Come tutti si ricorderanno, l'11 settembre ricorre l'anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle di New York. Sono passati quindici anni da quel tragico martedì del 2001 che ha colpito il cuore dell'America e cambiato le prospettive in politica estera e nel rapporto con l'Islam più radicale - di Al Qaida prima, dell'Isis poi e ora - non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero. Molti forse non sanno, però, che sono passati anche dieci anni dalla morte di una delle migliori e più famose giornaliste e scrittrici italiane: Oriana Fallaci.

A lei, dunque, sarà dedicato - come il titolo preannuncia - lo speciale di La7.

Morta il 15 settembre 2006 a Firenze, la sua città natale dove era voluta tornare per il suo addio alla vita, la Fallaci si trovava a New York (viveva a Manhattan), quando quei due aerei si scontrarono, anzi colpirono volontariamente due simboli della grandezza americana.

Anche se negli ultimi anni della sua vita, gravati dal peso del cancro, la Fallaci non si riconosceva più come giornalista, ma solo come "scrittore" (e non scrittrice), è indubbia la rilevanza delle sue testimonianze, in articoli, libri, interviste, reportage di guerra.

Da anni, però, non concedeva più interviste. Rinchiusa, isolata, intenta a scrivere il romanzo "Un cappello di ciliegie". Eppure era là, quel giorno, sul palcoscenico più importante del mondo - perché una come lei non può stare fra il pubblico, neanche se ci prova, se cerca di nascondersi - e quell'attacco, l'ha vissuto sulla carne, nelle viscere. Da quell'esperienza ne scaturì un articolo, che di articolo aveva poco, ma era firmato da lei e già questo bastava.

Prese il titolo di "La rabbia e l'orgoglio" e fu pubblicato il 29 settembre 2001 sul Corriere della Sera, grazie al direttore dell'epoca, Ferruccio de Bortoli appunto, che subito dopo la tragedia si era recato a New York dalla Fallaci per chiederle un'intervista, una parola, magari proprio uno scritto.

"La rabbia e l'orgoglio" diventerà successivamente un libro, pubblicato in versione estesa ne "La trilogia di Oriana Fallaci", di cui faranno parte anche "La forza della ragione" e "Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse".

Da due anni a questa parte, dopo esserci inorriditi per le atrocità dell'Isis, dopo esserci spaventati per non poter più andare in tranquillità ad un concerto, guardare dei fuochi d'artificio, prendere quotidianamente la metro o un aereo, eccetera eccetera, il nome di Oriana Fallaci - e quel famoso articolo post attacco alle Torri Gemelle - sono tornati fuori. "La rabbia e l'orgoglio" esposto in bella vista in tutte le librerie.

La Fallaci, cacciata nell'ombra dell'infamia dai perbenisti che l'avevano accusata di razzismo quando era in vita, è stata riaccreditata a suon di: "La Fallaci aveva ragione!".

Ora, dati i tempi che stiamo vivendo, sarebbe forse il caso di riprendere in mano quell'articolo. Comprare il libro, cercare lo scritto nel web. E leggerlo. Non tanto per decidere se Oriana Fallaci aveva ragione o meno (ragione su cosa poi?, ce lo siamo chiesti?), ma per sapere. Per conoscere. Per capire. Il nostro passato, principalmente, e di conseguenza anche il nostro presente. Quindi ben venga uno speciale sulla sua vita, in occasione di una tragedia che nessuno mai dovrà dimenticare. Ben venga uno speciale che faccia conoscere un po' di più una giornalista e scrittrice controversa, amata, criticata, odiata, messa in disparte, strumentalizzata, ma il cui apporto al mondo dell'informazione - che ci piaccia o no - è stato indiscutibilmente fondamentale.

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