Ci sarebbe ben poco da ridere, eppure le Filippine sono ormai diventate lo stato barzelletta del momento. Dopo anni di riscatto dai soprusi e dalle torture che hanno causato migliaia di morti, in questi giorni le cerimonie per la sepoltura dell'ex dittatore Marcos sono ormai diventate realtà.

Lo sdegno del momento, 'Marcos NOT a hero'

Studenti, giovani e anziani, intere famiglie tutte riunite in un coro di protesta contro la decisione del presidente Duterte e della Corte Suprema di portare la salma di Marcos al cimitero degli eroi.

Nel frattempo, le critiche e la vergogna da parte della Politica filippina non tarda a farsi sentire e il senatore Kiko Pangilinan afferma che il mondo ha ben che ridere della loro nazione. Giusta osservazione, considerando che il nuovo governo Duterte minaccia di riportare la legge marziale nel paese.

Verso una nuova dittatura

Intanto, nelle Filippine il clima è davvero denso di malcontento e paura.

Mentre il popolo invade le strade per gridare gli atroci crimini commessi dal dittatore Marcos, alcuni ragazzi si sono travestiti da eroi Marvel per mostrare la differenza tra un criminale e un vero eroe. Ma i cadaveri nel paese sono all'ordine del giorno e la sanguinosa e illegale guerra alla droga di Duterte ha destato l'attenzione e la preoccupazione delle più grandi organizzazioni umanitarie del mondo, decise a porre fine al mandato del folle presidente al più presto.

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Politica

E così l'Occidente tutto appoggia la Commissione dei diritti umani nel condannare l'abuso di potere di Duterte, che tutto fa, meno che rispettare la legge. Per questo motivo, molti hanno ritenuto ridicolo l'appello alla legalità della sepoltura di Marcos, da parte di un governo che vive nella perenne violazione della legge e il codice civile. In arrivo una iper probabile nuova dittatura, ma il popolo filippino sembra essersi svegliato e difficilmente lo permetterà.

Marcos sarà sepolto, ma finchè ci saranno persone a ricordarlo per chi davvero era, nessuna medaglia potrà mai restituirgli la dignità perduta. E forse, la prossima volta il popolo filippino imparerà a votare meglio e a non eleggere da solo i propri carnefici e dittatori.

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