Di Bello non c'è proprio niente. Non c'è il risultato finale, né la pizza Margherita riscaldata il giorno dopo figuriamoci al pensiero dei cinque minuti e mezzo concessi per cercare di far vincere una gara a chi non avrebbe meritato forse neanche un punto. Se non fosse stato per San Paolo, San Marco di Brindisi e Pio Aurelio probabilmente la Sampdoria sarebbe tornata a casa con tre punti nella Calza rattoppata di Massimo Ferrero.

Un presidente che ci ha messo la faccia, alzato la voce,che ha preso le difese della sua squadra, dei suoi tifosi.

Gliela ha cantate in faccia un po' a tutti, senza sconti, seriamente. Da applausi anche se sarà deferito, probabilmente inibito. Ma la Sampdoria ha fatto bene a chiedere a gran voce la testa dell'arbitro. Dovrebbe essere fermato un paio di domeniche almeno e Reina squalificato. Sarebbe un modo di educare, soprattutto nel caso del portiere azzurro, pure Nazionale. Vale per tutti sia chiaro. Ma è fantacalcio.

Torniamo alla partita, ai punti persi malamente, anche per colpe proprie, a quella calza senza dolcetti, solo carbone amaro e giramento di scatole a mille.

È un campionato così, da protagonisti nel bene e nel male. E nel male c'è il rigore su Dzeko all'Olimpico, la rete annullata senza un perché a Barreto col Milan e ora il Napoli con un rosso a Silvestre da filmazzo, con Pepone che inganna Di Bello e i suoi amici giudici che suggerisco il peggio, quello che non ti aspetti.

La Samp in dieci è un budino al crème caramel come è normale che sia contro la nave da guerra azzurra. Ma nel male blucerchiato non ci sono solo gli arbitri e i loro errori, ci sono anche gli errori di una difesa che va rattoppata in qualche modo.

A memoria, Bologna, Cagliari, Milan, Juventus, Lazio e anche Napoli. Errori costati carissimo, punti che magari ci avrebbero fatto stare comodamente dal lato sinistro della classifica, e invece no, ancora a destra, al fianco dei cuginastri.

Giocatori non all'altezza, servono rinforzi

Dall'esercito polacco è arrivato un altro buon soldato ma non basta ancora. Serve altro. Servono rinforzi veri, generali pronti per la battaglia. C'è poco da dire e molto da fare. Silvestre ha deluso (ma vuole andare ancora via?), Regini peggio ed è pure capitano.

Un tifoso non dovrebbe criticare la propria squadra, i propri giocatori. L'ho letto sui social, ne ho letto tante in queste ore. Ho anche dibattuto, almeno cercato di farlo sul futuro di Cassano per fare un esempio. Un giocatore passato di moda, dimenticato esclusivamente perché quest'anno è ormai impossibile retrocedere. In fondo ci sono tre condannate a lasciare la massima serie. Certo con un paracadute d'oro. Ma andarsene dalla A non ha prezzo soprattutto per chi compra il biglietto. Serve intervenire sul mercato, riparare all'errore di lasciar partire Castan.

Ma Giampaolo non si può criticare. O forse si? Di sicuro paghiamo spesso nostre disattenzioni, peccati di gioventù o semplicemente pasticci. Tutti contro il signorino Di Bello e a ragione, ma vogliamo parlare delle due reti prese? Si può perdere in undici ma si può anche vincere in dieci. Contatto o no, Matias andrebbe comunque ripreso dal proprio allenatore e spero che ciò accada.

Il maestro Giampaolo non ha fatto meglio di Zenga e Montella

Per il resto chiudiamo questo girone d'andata con gli stessi, identici punti alla precedente gestione Zenga-Montella.

Segniamo di meno 30 contro 22 e subiamo praticamente lo stesso 28 reti un anno fa, 26 oggi. Cosa dire? Sono numeri certo e posso aggiungere che con il Maestro mi sono anche divertito a vedere questa Samp giocare, imporsi, provarci sempre. Ma i numeri non mentono. Serve migliorare. E il mercatino di gennaio serve a questo. Prendere difensori e un bomber vero o uno che li faccia segnare. Lo dicono i numeri.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto