Cerchiamo di capire innanzitutto com'è nato il fenomeno Blue Whale in Italia: è nato contravvenendo alle linee guida del giornalismo responsabile che si possono trovare in moltissimi forum riguardanti il giornalismo e la psicologia quando ci si avvicina al tema del "suicidio" come argomento, argomento che non tutte le redazioni trattano. I punti sono 10.

  • Cogliere l'occasione per trasferire al pubblico corrette informazioni sul tema del suicidio
  • Evitare un linguaggio sensazionalistico o normalizzante, non presentare il suicidio come un modo ragionevole per risolvere i problemi
  • Evitare il posizionamento della notizia in primo piano e la riproposizione immotivata della notizia
  • Evitare la descrizione esplicita del metodo di suicidio o tentato suicidio
  • Evitare le descrizioni particolareggiate sul luogo dove è avvenuto
  • Prestare attenzione all'utilizzo delle parole nel titolo
  • Prestare attenzione all'utilizzo di fotografie o riprese video
  • Prestare attenzione alla modalità di presentazione di suicidi di personaggi celebri
  • Prestare attenzione per le persone in lutto a causa del suicidio di un parente o conoscente
  • Fornire informazioni sui centri di prevenzione e informazione

Una brutta pagina di giornalismo

Quello che hanno fatto Le Iene è molto grave e molto serio perché il servizio contravviene a quasi tutte le 10 regolette che ogni giornalista che tratta queste tematiche è costretto, per deontologia, a tenere a mente.

Il servizio è di per se meraviglioso, racconta una storia in modo impeccabile, catturando il pubblico e rendendo virale un problema che paradossalmente non esisteva.

Il caso smontato dal Corriere della Sera

L'unico caso di Blue Whale in Italia era quello di Livorno, ed oggi, ad una settimana dal servizio, c'è stato un proliferare di presunti casi di giovani e meno giovani che sono stati affascinati da questo fenomeno. Prendendo i dati che ha offerto Italia 1, molto bello il contro-servizio fatto dal Corriere della Sera in cui si smonta il caso partendo da due nomi, quello della Palenkova e quello di Budekin, ovvero la prima suicida e il ragazzo arrestato perché accusato di aver creato il tutto.

Nei video citati da Viviani su Rina Palenkova c'è un'ombra oscura che porterebbe addirittura al marketing virale. Per quanto riguarda Budekin, le notizie reperibili sono minime e molto confuse e molto vecchie anche. Dunque, il caso Blue Whale esiste? Oggi probabilmente sì, esiste, ma lo abbiamo importato noi, con la televisione.

Prima poteva essere semplicemente l'ennesima leggenda metropolitana di cui internet è piena.

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