'Everything everything' film drammatico statunitense, uscito nelle sale italiane questo Settembre 2017, tratto dall'omonimo romanzo di Nicola Yoon. I personaggi principali Amanda Stenberg e Nick Robinson, Maddy e Olly - prima semplici vicini di casa e poi amanti - iniziano una storia clandestina all'insaputa della madre di Maddy, la quale apprensiva e insicura ostacolerà la relazione tra i due protagonisti.

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Tuttavia, come in qualsiasi storia che si rispetti, c'è sempre il fedele compagno di turno pronto ad aiutare la protagonista: tale ruolo sarà ricoperto dall'infermiera che, preso a cuore la storia della sua paziente e aiuterà la ragazza a vivere la sua storia d'amore come qualsiasi adolescente che si rispetti (nei limiti del possibile).

Maddy è malata, una malattia al sistema immunitario che non le permette di vivere come qualsiasi altra ragazza, ma al contrario sempre e solo dentro le quattro mura domestiche.

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Ma, giunto finalmente il 'principe azzurro' la situazione muterà radicalmente facendo si che gli unici ostacoli al loro amore saranno la madre e la sua stessa malattia, fino al punto da mentire, affermando di essere guarita pur di realizzare il suo sogno: vedere il mare. Il film gioca molto sulla fantasia, innescando nella mente dello spettatore più maturo una sorta di ilarità e nostalgia della spensieratezza di quegli anni. Forse troppo? Molto probabilmente sì.

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Cinema

Le relazioni tra i giovani

'Troppo tutto' dice una ragazza (intervistata subito dopo aver visto il film), che ha poi aggiunto: 'Troppa finzione, troppa irrealtà, troppo romanticismo' conclude sorridendo forse nostalgica o forse solo divertita dalla esagerata messa appunto della storia d'amore.

La trama non è per nulla reale, manca di qualsiasi dinamica a cui un ragazzo di 15 anni dovrebbe invece approcciarsi.

I giovanni di oggi hanno perso la possibilità di imparare a relazionarsi con i propri coetanei attraverso luoghi comuni; si preferisce uno schermo e un'applicazione social, piuttosto che una chiacchierata sotto casa. Tutto ciò tende a creare artificiosità ai rapporti interpersonali tra la nuova era giovanile e incapacità comunicative. Noi siamo tutto, perciò, mette a nudo i problemi più veri che più di ogni altro rappresenta la società: genitori iper apprensivi e adolescenti incapaci di relazionarsi.

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Decisamente poco adatto ad un pubblico di maggiore maturità, potenzialmente solo gli esagerati sognatori potrebbero apprezzare.

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