Questa è una delle recensioni più difficili che mi sia trovato a scrivere. Vuoi perché la stampa internazionale gli ha già attribuito sfilze di tonanti “10/10”, vuoi perché è un gioco ricco e immenso, vuoi perché il rischio di spoiler è altissimo e il margine di manovra quindi risicato, vuoi perché è un gioco che attendo dal 2011 con estrema ansia. Però sono sempre stato una voce fuori dal coro, e io i “perfect score” davvero non li digerisco, e in questo articolo spero di farvi capire come Red Dead Redemption 2 è un capolavoro, pur con qualche difetto che è presente se si scava sotto la superficie ed è doveroso far notare.

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Avere a che fare con un titolo di Rockstar Games è sempre sinonimo di qualità, ma non lasciamo che l’enorme l’hype generato negli ultimi mesi distorca il nostro giudizio: Red Dead Redemption 2 è un’avventura open world che fa del realismo e dell’immersione del giocatore i suoi cavalli di battaglia, ma sul versante ludico può non essere appetibile a tutti i player. Per raggiungere questo obiettivo di immersione Rockstar ha scelto a puntino la direzione artistica, privilegiando la regia sopra il gameplay, togliendo di fatto alcune libertà al giocatore in virtù di un approccio narrativo ben preciso: ogni scorcio, inquadratura e azione sono meticolosamente calcolate e nonostante la sensazione di libertà sia amplissima, lo scotto da pagare è adattarsi a ritmi imposti in funzione di suddetta narrazione. Le prime ore di gioco sono volutamente molto lente, ma cinematografiche e spettacolari.

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Un universo immenso

Che siate nuovi nell’universo di Red Dead Redemption o veterani del Far West, l’avventura si dipanerà in maniera abbastanza chiara: la banda di fuorilegge è in fuga dalle forze dell’ordine e il loro obiettivo primario è riuscire a rubare una somma di denaro sufficiente a lasciare il Paese e chiudere così i conti con la Giustizia. Dutch è il leader carismatico che incoraggia i compagni e pare avere sempre l’asso nella manica per uscire dalle situazioni più spinose, ma nel corso delle missioni principali vedrete come le dinamiche e i rapporti fra i vari membri insinueranno qualche dubbio circa le sue capacità decisionali e i suoi veri intenti.

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Nella seconda parte del gioco apprezzerete tutta una serie di riferimenti al suo predecessore e di conseguenza conoscere John Marston, Abigail, Jack e una serie di comprimari contribuirà a rendere più epici alcuni passaggi chiave.

Il nuovo protagonista, Arthur, è un personaggio molto più profondo e complesso di quanto un taciturno cowboy lasci pensare, e nel corso delle ore che trascorrerete insieme a lui potrete apprezzare un cambio nel suo carattere, un’evoluzione davvero interessante, atipica per un medium videoludico.

Parlando d’interazione Rockstar ha alzato l’asticella in tema di open world e interazione con gli elementi del mondo di gioco: le meccaniche che regolano i rapporti tra uomini, natura, tra fuorilegge e forze dell’ordine, tutto è gestito in maniera molto naturale e fluida, senza intermezzi, senza menu ingombranti (sempre nella logica di intaccare il meno possibile il realismo degli eventi). L’ambiente naturale è popolato da centinaia diverse di specie animali coi loro comportamenti: la caccia è una meccanica tra le più elaborate e soddisfacenti nel gioco, ma alla fine non è stata implementata a forza in quasi nessuna missione, salvo sfide e missioni secondarie atte a fornire materiali specifici a chi potrà crearmi indumenti, bisacce o miglioramenti dei nostri accessori.

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Recuperare una “pelle perfetta” (necessaria per il crafting) richiederà di seguire gli animali prescelti da lontano, col binocolo, per trovare l’esemplare migliore. Qualche bug l’ho riscontrato proprio quando saremo ricercati: mi è capitato di restare in una zona “calda” per recuperare un po' di refurtiva e all’arrivo dello Sceriffo di rimanere in attesa che se ne andassero. Terminato il cooldown gli agenti sono letteralmente scomparsi dalla mappa lasciandomi via libera…salvo riapparire dal nulla appena lasciato il mio nascondiglio! Questa cosa è capitata un paio di volte (decisamente sono cose che rompono l’aura del realismo…).

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Proprietari di una fortuna

Avere un po' di denaro senza dubbio in RDR2 aiuta e sebbene inizialmente ne avremo ben pochi, sappiate che nel mondo di gioco esistono diversi tesori da scoprire con tanto di lingotti d’oro abbandonati che varranno un mucchio di denaro! Assaltare treni, diligenze o incauti passanti è una valida alternativa, ma più rischiosa e meno redditizia. Anche lavorare al servizio delle istituzioni per riportare un ricercato darà un po' di soldi puliti, ma potrebbe non essere facilissimo. Sappiate che la refurtiva può essere comprata solo da alcuni ricettatori, perciò non recatevi all’emporio del paese a vendere un sacco di gemme preziose o un lingotto d’oro massiccio! Nei saloon saranno presenti dei minigame (blackjack, poker), ma anche l’opportunità di farvi un bagno, una rasatura dal barbiere o, naturalmente, un goccetto al bancone!

A riguardo delle meccaniche di gioco non sarete molto agevolati: con l’intento di avere l’interfaccia più pulita possibile (è anche possibile ridurre la piccola mappa presente in una piccola bussola o toglierla del tutto, cosa che sconsiglio!) sono molti i comandi che RDR non vi insegna! Sapevate che una volta estratta la pistola potete sparare colpi di avvertimento in aria? Sapevate che una volta mirato un avversario potete fare un balzo laterale per buttarvi al riparo? Sapete che potete fare il famoso gesto della “pistola roteante” per riporre l’arma nella fondina? Sapete come estrarre il vostro diario per rivedere gli appunti? Sapete che potete calmare il cavallo anche in corsa così da non disarcionarvi se incontrate un predatore? Sapete che potete portare più di un cavallo in battuta di caccia? No? Beh, non stupitevi. Il gioco semplicemente non ve lo dice, a meno di non andare a leggervi tutte le configurazioni del controller nel menu Impostazioni o possedere una costosa Strategy Guide!

Questo problemuccio ha causato più di un impaccio e dubbio nel corso del gioco e scoprire di avere certe possibilità dopo dozzine di ore di gioco è stato piuttosto seccante! La sensazione che ne risulta è che molte possibilità siano accessorie e si possa terminare l’intero gioco senza utilizzarle (d’altronde se uno nemmeno le conosce...) o che Rockstar abbia volutamente deciso di renderle criptiche per poi svelarle in una bella guida a pagamento. In ogni caso è una cosa decisamente negativa. Uno dei pilastri che accompagneranno tutta la nostra avventura da fuorilegge è il nostro fedele destriero (o multipli destrieri, ci sono circa 18 razze di cavalli nel gioco!): la cavalcatura di Arthur andrà curata e sarà il mezzo di trasporto e di “assalto” primario. Ci sono 4 livelli di “sintonia” con la nostra bestia che potremo far aumentare strigliandolo, offrendogli cibo per ripristinare il suo vigore, o accarezzandolo e calmandolo in casi di stress e pericolo. Fare queste cose lo manterrà in buona salute e farà crescere le sue statistiche, oltre a consentirgli alcune mosse speciali che farà solo con noi (impennare, frenare bruscamente, fare dressage…).

Altro pilastro del gameplay sono le sparatorie: in alcuni casi (ma meno di quanti possiate immaginare) ci vedremo coinvolti in violenti scontri a fuoco con bande rivali, poliziotti e fuorilegge vari. Come da tradizione sarà possibile equipaggiare diverse armi da fianco o da spalla e potenziare con diverse attività il nostro Dead Eye, cioè l’abilità di tempo rallentato che ci consente di mirare i punti deboli dei nemici per farne fuori diversi in pochissimo tempo. Anche in questo caso c’è una nota di demerito che dopo 60+ ore di gioco mi trovo a dover sottolineare: nonostante il Dead Eye potenziato quasi al massimo livello (con la possibilità di evidenziare i punti critici degli avversari) spesso con una buona copertura e una buona mira è quasi superfluo utilizzarlo! Non ho trovato nessun confronto particolarmente ostico e i colpi alla testa quasi sempre terminano con la kill istantanea dell’avversario (c’è la possibilità che il colpo vada a vuoto se il bersaglio è più lontano della gittata dell’arma…ma il gioco non ve lo indicherà in alcun modo!).

I duelli al rallentatore che nel primo Red Dead Redemption erano frequenti e altamente adrenalinici, qui sono relegati a un paio di missioni secondarie e qualche evento opzionale: si tratta del classico duello western coi due pistole uno di fronte all’altro che prevede di riempire un indicatore e rilasciare il trigger sono all’ultimo secondo! Chi carica maggiormente l’indicatore avrà di fatto più tempo per la mira in modalità Dead Eye e riuscirà a fermare l’avversario. Io l’avrò usato 3 volte nel corso di tutto il gioco (ho scoperto dopo 60 ore che alla mezza pressione di RT si può attivare a piacimento) e la cosa mi è dispiaciuta parecchio: una meccanica così iconica in un gioco western doveva rivestire una parte più importante dell’esperienza complessiva. Bellissima invece la resa delle armi, la personalizzazione dei dettagli e la manutenzione delle stesse: una visuale ravvicinata dell’arma selezionata permetterà infatti di pulirla pena l’usura permanente e il decadimento delle statistiche, oltre a consentire di ammirarne i dettagli estetici che possiamo aggiungere per personalizzare il nostro ferro preferito. Una bella coppia di revolver (da sfoderare insieme) con la canna brunita, i rilievi barocchi in oro e il calcio di madreperla ve li dovete concedere! Fate del vostro revolger un’arma unica: personalizzatela di tutto punto dal vostro armaiolo di fiducia! Con dei dettagli così sofisticati (e totalmente fini a se stessi) una opzione per la visuale in prima persona è veramente d’obbligo: ebbene si, l’intero gioco può essere giocato in prima persona!

Le opzioni di visuale sono 3 con varie distanze dalle spalle del soggetto, più la visuale in prima persona e una visuale dinamica che possiamo abilitare a cavallo per avere un “autopilota” con stupende inquadrature cinematografiche. La visuale in prima persona durante i dialoghi e alcune sparatorie non è davvero male per quanto concerne l’immersività, ma è di difficile gestione specie a cavallo, quando i movimenti ondulatori saranno più fastidiosi che altro (consiglio comunque di limitare i movimenti della testa a cavallo, come da opzione nel menu impostazioni).Come altri aspetti interessanti di questo gioco l’opzione è apprezzatissima, ma se non vorrete una morte prematura dubito che ne farete largo uso…Anche il doppiaggio è davvero notevole, anche se solo in lingua inglese: i sottotitoli italiani sono presente (come da tradizione non modificabili nelle dimensioni del font!), ma le voci originali sono talmente belle che la scelta in questo casa è del tutto comprensibile. Con un buon impianto home theatre è possibile anche apprezzare gli ottimi effetti sonori della nostra cavalcatura, delle armi, degli animali… Gli zoccoli che colpiscono furiosi il suolo durante un galoppo e lo scoppio del revolver sono davvero qualcosa di semplice ma potente, che colpisce e resta impresso!

La colonna sonora fa bella mostra di sé in qualche occasione, ma la maggior parte del tempo l’accompagnamento è piuttosto basso e resta uno sfondo lontano che non vuole coprire i suoni ambientali. La profondità colore e gli effetti di luce vi lasceranno senza dubbio a bocca aperta: HDR e 4K sicuramente contribuiscono non poco a rendere possibile la magia. La mappa di gioco è immensa e gli ambienti spazieranno da quelli montani e innevati fino a quelli collinari, a paludi, a zone pianeggianti con campi coltivati e fattorie, fino alle cittadine (la più grande, Saint Denis è densamente popolata e ricca di veicoli in movimento): un piccolo smacco è quello che non tutta la mappa verrà di fatto sfruttata.

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