In un articolo comparso nella giornata di oggi 18 dicembre sul sito del Corriere della Sera, a firma di Marco Bonarrigo e Daniele Sparisci, si è toccato con poca delicatezza l'argomento doping e Ciclismo. Il pezzo, impeccabile nella sostanza, approfondiva un caso di doping che ha suscitato sconcerto e discussioni sul web tra gli appassionati di motomondiale. È stato infatti sospeso dalla partecipazione di gare il pilota italiano dell'Aprilia e talento inespresso Andrea Iannone. Lo stop è arrivato dalla Federazione Motociclistica Internazionale, che ha fermato temporaneamente la licenza del pilota, per la presenza di uno steroide anabolizzante dopo il gp di Sepang, in Malesia (ndr gara in cui l'italiano è caduto e vinta da Maverick Viñales).

La banalizzazione del ciclismo e una generalizzazione nociva di questo sport

L'articolo, ancora online, è completo e molto esauriente nel raccontare la vicenda, la storia di Iannone e le motivazioni che potrebbero esserci dietro un livello anomalo di questa sostanza. Quello che però tanti appassionati e testate specializzate come InBici[.]net hanno rilevato è l'incipit all'articolo. Questo infatti comincia con un perentorio: "Un ciclista positivo a un controllo antidoping non fa notizia, un motociclista sì". Questa frase se a prima vista può essere anche ironica e divertente fa trasparire un'ironia che si trasforma in attacco a tutto tondo al mondo del ciclismo. Ma non solo a quello degli appassionati, ma soprattutto a quello professionistico ma a ben vedere anche oltre, ridicolizza tutti gli sforzi di una Federazione Italiana in prima linea nella sensibilizzazione sull'argomento e verso l'UCI che da tempo contrasta in tutti i modi la pratica del doping nel ciclismo.

Ciò che sottintende quella frase messa all'inizio dell'articolo sul caso di doping che ha coinvolto Iannone è che i ciclisti siano ancora quel gruppo di sportivi dopati così numerosi che non fa notizia se qualcuno viene fermato.

I numeri dei casi di doping tra motociclismo e ciclismo

Le pagine di cronaca dei giornali e dei siti di sport, purtroppo, e va sottolineato purtroppo, sono ancora pieni di notizie di sportivi - e tra questi anche ciclisti - fermati per doping.

Sulle pagine di questa testata abbiamo più volte riportato episodi simili. Ma la beffa a un incipit così poco delicato arriva a fine articolo del Corriere. Proprio negli ultimi paragrafi possiamo leggere come gli stessi autori riportino che il motociclismo è tra gli sport con il più alto tasso di positività: il 2,1% che sale al 2,6% per le gare in pista.

Poi la sorpresa finale: i ciclisti si fermano all'1,2%. Sono i numeri che parlano e riportati dalla testata stessa, quindi sarebbe quantomeno decoroso evitare la diffusione di certi luoghi comuni tra i lettori e appassionati.

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