La cover band ufficiale italiana dei Pink Floyd è tornata a esibirsi al Teatro Augusteo di Napoli. Dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto lo scorso anno con il concerto dedicato all'album "Atom Heart Mother", i Pink Floyd Legend hanno fatto di nuovo tappa nella città all'ombra del Vesuvio, questa volta con un concerto dedicato all'album "The dark side of the moon", ottavo lavoro discografico della celeberrima band musicale britannica.

PFL: lo show testimonia lo studio

All'uscita dalla sala, interamente gremita, uno spettatore ha esclamato: "Ho chiuso gli occhi, dimenticando di essere in Italia".

È questo il risultato di quasi due ore di concerto dei P.F.L., precisi nella dizione, nell'intonazione, negli accordi e negli arrangiamenti. Definire questo gruppo musicale una tribute band è quasi riduttivo. Nati nel 2005, i PFL nel corso di questi quasi quindici anni di carriera hanno progettato e realizzato numerosi spettacoli tematici dedicati alla carriera musicale dei Pink Floyd. All'Augusteo il pubblico ha assistito ad uno show frutto di uno studio approfondito delle partiture e delle esibizioni in pubblico di una delle band inglesi più famose e popolari di tutti i tempi.

In questi 15 anni di attività, i P.F.L. hanno raggiunto oltre cento mila spettatori, esibendosi nei luoghi più esclusivi e prestigiosi come il teatro degli 'Arcimboldi' di Milano, l'anfiteatro romano di Ostia Antica, lo Sferisterio di Macerata, l’auditorium 'Conciliazione' di Roma, solo per citarne alcuni. Fanno parte del gruppo: Alessandro Errichetti (voce e chitarra), Fabio Castaldi (voce, basso e gong), Simone Temporali (voce e tastiere), Paolo Angioi (voce, chitarra elettrica e acustica), Emanuele Esposito (Batteria), Michele Leiss (sassofono), Andrea Arnese (chitarra acustica ed effetti luci e audio), le coriste Giorgia Zaccagni, Sonia Russino e Martina Pelosi.

Il concerto

Oltre alla bravura di tutti i componenti del gruppo, con l'utilizzo della strumentazione originale dell’epoca (dalla Fender Black Strat al Fender Precision, dal Farfisa Compact Duo al Binson Echorec), quello che ha colpito positivamente del concerto sono anche le scenografie. Oltre alle immagini proiettate sul grande schermo a forma di gigantesco occhio che ripropongono i video originali dell'epoca, va sottolineato anche l'eccezionale disegno luci, con sorprendenti effetti laser che hanno fatto immergere il pubblico in quella che molti critici musicali hanno chiamato “Floyd Experience”.

Il concerto si è concluso con un lunghissimo applauso e una standing ovation con il pubblico che ha chiesto a più riprese il bis, sulle note di alcune tra le canzoni che hanno fatto la storia della musica internazionale (Another brick in the wall, Hey you, Comfortably numb, Wish you were here).

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