Nel romanzo Gli onorevoli duellanti ovvero Il mistero della vedova Siemens di Giorgio Dell’Arti. edito dalla casa editrice 'La nave di Teseo Editore', fa parte dei Libri della collana: Oceani, si narra una storia vera ambientata nel mondo della politica italiana dei primi anni del Novecento.

Il caso politico

Una cronaca lucida e imparziale, raccontata nei minimi particolari e totalmente fedele ai resoconti che furono fatti al tempo su quotidiani e periodici. E sicuramente la stampa è uno dei protagonisti dell’opera: l’autore narra infatti parte della storia filtrandola attraverso gli occhi di reporters d’assalto intenti a cercare di carpire più informazioni possibili su un caso politico decisamente sopra le righe.

La vicenda prende avvio durante un’interrogazione parlamentare datata 4 marzo 1910, che sfocia nel più totale caos: l’onorevole Eugenio Chiesa accusa i generali Prudente e Fecia di Cossato di intrattenere rapporti intimi con una possibile spia tedesca, la vedova Eleonora Füssli von Siemens. Dalle accuse alla rissa il passo è breve, e Chiesa si ritrova a dover fronteggiare non una, bensì cinque richieste di riparazione alle offese mediante combattimento. I giornali si lanciano come avvoltoi su questa vicenda di spionaggio e di duelli cavallereschi; l’autore cita le parole di diversi giornalisti approdati in Parlamento per saperne di più e ne sottolinea la caustica ironia: “Dunque che il malo esempio d’oggi non abbia a ripetersi, anche per non obbligare i giornali a imporre domani ai loro reporters, oltre la visita quotidiana in questura e agli ospedali, anche quella a Montecitorio per sapere se ci furono fattacci”.

Le fasi del duello

Dell’Arti segue tutte le fasi della preparazione del primo duello, quello con il generale Prudente - dalla scelta dell’arma alle modalità di svolgimento, che devono essere stabilite in concordia dall’offeso e dall’offensore. I cronisti e i fotografi seguono passo dopo passo le trattative per giungere infine allo scontro, ma i tempi si allungano e i contendenti rimangono fermamente arroccati sulle loro posizioni.

La vicenda è talmente surreale che l’offensore diventa l’offeso, e allora bisogna riprendere daccapo le negoziazioni; nel mentre i reporter sono sempre sulle tracce dei duellanti: “I giornalisti si erano sparpagliati un po' dappertutto. Parecchi si erano appollaiati sui tetti delle casupole vicine, altri erano arrampicati sui muri, taluni erano nascosti nelle siepi, e qualcuno era montato sugli alberi”.

Finalmente l’11 marzo 1910 avviene il duello più atteso: quello tra Chiesa e Fecia di Cossato; l’autore ci offre il resoconto di Guelfo Civinini, giornalista del Corriere della Sera, e conclude l’opera mostrandoci il futuro di Eugenio Chiesa, uomo irruento e profondamente devoto ai suoi ideali, in seguito accanito ed eroico antifascista.

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