Il calciomercato del Napoli non pare voler decollare. L'obiettivo societario sembra quello di alleggerire il monte ingaggi: d'altronde due mancate qualificazioni in Champions di fila pesano e la società attende e spera, magari cedendo alcuni big o provando a stralciare qualche contratto pesante, come quelli di Manolas, Fabian Ruiz, Insigne o Koulibaly.

Sullo sfondo, ma non troppo, un campionato appena iniziato e legittime ambizioni da portare avanti con una "garanzia" continentale: mister Luciano Spalletti.

Spalletti come garanzia tecnica per un piazzamento Champions

La scelta dell’allenatore, a fine maggio, è stata chiara: Luciano Spalletti. Uomo navigato, dal grande chilometraggio in panchina capace di vivere (e domare) grandi città (Roma, San Pietroburgo, Milano) accumulando l’esperienza necessaria per poter condurre anche il “suo” Napoli fra le prime del campionato.

Per lui sono state quattro le qualificazioni in Champions conquistate negli ultimi quattro tentativi (con Roma e Inter), ben nove su dieci i tentativi complessivi riusciti di qualificazione europea, con compagini di vertice, senza dimenticare l'exploit friulano con l'Udinese e una certa continuità tattica col recente passato. Il tecnico di Certaldo, infatti, è in grado di proseguire nel solco del 4-2-3-1 disegnato da Gattuso e neppure disdegnare antichi retaggi, "sarriani" e non solo, di 4-3-3.

Il calciomercato delle big: i top team non sembrano essersi rinforzati

La crisi del Covid ha inciso: e sta pesantemente condizionando il calciomercato. E non solo quello del Napoli. Le transazioni “creative”, con formule astruse e futuri pagamenti, per giunta pluri-dilazionati, sono all’ordine del giorno. Così come i prestiti gratuiti, l’ingaggio di giocatori svincolati e il tentativo di fare ordine nei propri bilanci. Insomma, le big, le dirette concorrenti non sembrano essersi rinforzate.

L’Inter ha ceduto Hakimi e Lukaku, il Milan ha perso Calhanoglu e Donnarumma (addirittura a zero), Roma e Lazio stanno ripartendo con progetti tecnici del tutto nuovi, mentre la Juventus, pur sembrando esser la corazzata di sempre, pare alle prese con un non facile re-start.

In sostanza, il mercato generale è lontano dai fasti della Serie A degli anni scorsi e il Napoli, che da questa condizione (e dal suo tesoretto stimato in 100-120 milioni di euro) potrebbe avvantaggiarsi, non incide, non va oltre un certo immobilismo e rischia, già in estate, di minare la buona riuscita dell'annata. Eppure alcune mancanze nella rosa partenopea ci sono: mancano almeno un terzino di piede sinistro e un mediano fisico, ma ad oggi, nonostante diverse opportunità (possibili?) non sembrano esserci affondi di rilievo: l'arrivo di Juan Jesus non pare bastare.