Giugno 2026 segnala un calo delle assunzioni junior e un “costo invisibile” per i giovani, ma i dati non dicono affatto che il lavoro da remoto sia finito: dicono che va ripensato, non abbandonato.
Smart working: perché nonostante tutto è ancora un’opportunità
Negli ultimi giorni il dibattito sullo smart working è tornato bollente. Nei team ibridi molte aziende preferiscono assumere profili già formati, lasciando indietro i giovani. In Italia, le assunzioni entry-level sono diminuite del 18,8% in un anno.
Ma attenzione: questo non significa che il lavoro agile sia un problema.
Significa che le aziende non hanno ancora imparato a usarlo bene.
Il “costo invisibile” non è lo smart working: è la mancanza di formazione
La Federal Reserve Bank di New York ha stimato che fino al 64% dell’aumento della disoccupazione giovanile negli USA può essere collegato all’espansione del lavoro da remoto. Il punto? Non c’è nessuno accanto ai giovani per insegnare il mestiere.
Ma questo non è un limite del lavoro agile. È un limite delle aziende che non investono in mentorship, onboarding e affiancamento digitale.
I giovani continuano a volerlo — e a pretenderlo
Le ricerche italiane lo confermano: gli under 35 mettono smart working e flessibilità al primo posto, persino prima dello stipendio.
Per loro, un “buon lavoro” significa autonomia, equilibrio e possibilità di organizzare il proprio tempo.
E infatti, nonostante le resistenze, nel 2024 i lavoratori da remoto in Italia erano 3,55 milioni.
Le aziende che lo offrono crescono di più
Secondo i dati Hays, nel 2025 8 aziende su 10 sono pronte ad assumere e considerano il lavoro agile un benefit decisivo per attrarre talenti. Non solo: il 43% dei professionisti usa già strumenti di IA generativa, segno che il lavoro del futuro è ibrido, digitale e flessibile.
Smart working: opportunità per chi ha competenze, autonomia e obiettivi chiari
Il lavoro da remoto funziona quando:
c’è formazione strutturata
esistono processi chiari
i team sono misti (senior + junior)
l’azienda investe in mentorship digitale
il lavoratore ha autonomia e capacità organizzativa
Dove questi elementi mancano, non è lo smart working a fallire: è l’organizzazione.
Allora, nonostante tutto, resta un’opportunità
Riduce costi e tempi morti
Aumenta produttività e concentrazione
Permette inclusione di persone con disabilità o esigenze familiari specifiche
Apre il mercato del lavoro oltre i confini geografici
Favorisce equilibrio vita-lavoro
È richiesto dai giovani e dai talenti più qualificati
Il vero rischio non è il lavoro agile. Il vero rischio è tornare indietro mentre il resto del mondo va avanti.