Maria Carmela Lanzetta, nuovo ministro per gli Affari regionali, porta in dote l'etichetta di "sindaco antimafia". Renzi l'ha voluta a sorpresa nel suo governo, ma la scelta non è passata inosservata. Nel corso della trasmissione televisiva Matrix, Pippo Civati ha fatto capire di essere deluso per il sì dell'ex sindaco di Monasterace (piccolo centro della Locride, in provincia di Reggio Calabria) all'incarico.

Lei, intervenuta telefonicamente, ha detto di aver accettato per dar voce alla Calabria, nonostante il voto contrario espresso in direzione Pd all'ipotesi Renzi. Si è mostrata sicura anche di fronte alle critiche rivoltele poco prima dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha tirato in ballo la poca esperienza di Lanzetta in un settore delicato come quello degli Affari regionali.

Maria Carmela Lanzetta era approdata in direzione nazionale Pd da "civatiana".

La delusione del candidato alle primarie democratiche - arrivato terzo dietro Renzi e Cuperlo - nasce proprio da qui. La considerava una fedelissima e avrebbe voluto essere interpellato prima di una scelta così importante. Né Renzi né l'ex sindaco di Monasterace, però, ci hanno pensato. A Matrix, trasmissione televisiva in onda su Canale 5 condotta da Luca Telese, il neo ministro ha parlato di telefonata "improvvisa".

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Matteo Renzi

È stato Graziano Delrio, già ministro per gli Affari regionali nel governo Letta e ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a chiamarla. Maria Carmela Lanzetta, dopo aver ringraziato Civati, ha spiegato di non aver avuto il tempo di dirlo neanche al marito. Ha chiesto consiglio agli amici di sempre, a quelli che non l'hanno mai lasciata sola, e poi ha deciso. L'ha fatto - ha chiarito - perché la Calabria "ha bisogno di voci" a Roma.

A Gasparri, che ha sollevato dubbi sulla sua esperienza, ha risposto di avere "tanta voglia di lavorare" e che, se mai dovesse accorgersi di non essere all'altezza, rimetterebbe il mandato "nelle mani del presidente del Consiglio".

Sindaco di Monasterace per circa sette anni, farmacista di professione, Maria Carmela Lanzetta viene da un'esperienza amministrativa difficile, vittima più volte di intimidazioni da parte della criminalità organizzata.

Diviene nota nel 2011, quando è l'allora segretario Pd Pierluigi Bersani a scendere in Calabria per invitarla a non mollare. Resiste ancora due anni - nel frattempo il Comune dichiara il dissesto - ma getta la spugna nel luglio del 2013, in polemica con un suo assessore che vota contro la costituzione di parte civile in un processo e la scarsa attenzione della politica.

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